Anche il “Be Human Club Tour” dei Subsonica ha ottenuto un enorme successo: partito il 18 novembre da Rastignano (Bo) è terminato il 10 dicembre a Rimini con tutte le date sold out.
Quest’ultimo tour ha seguito a breve distanza il "Terrestre" tour, il fortunatissimo giro di concerti che ha portato il gruppo a riempire i grandi spazi italiani per gran parte del 2005.
Nel “Be human club tour” (organizzato, come il precedente, da Indipendente Eventi e Produzioni) i Subsonica si sono concessi il piacere dell’immersione nell’atmosfera più raccolta dei club, e hanno toccato i luoghi delle loro vecchie tourneè, dove il contatto con il pubblico era un autentico faccia a faccia.
I Subsonica hanno cambiato decisamente la scelta dei brani rispetto al “Terrestre Tour” in favore delle sonorità anni 90 (quelle dei primi album) e hanno inserito nuovi episodi sperimentali.
l’apparato scenografico, come di consueto sorprendente e innovativo, ha previsto l’eliminazione di tutte le luci convenzionali, sostituite da rarefatte geometrie luminose prodotte da pannelli a led incastonati in una sorta di gabbia scheletrica che racchiudeva musicisti e spazio scenico.
Terminate due ore consecutive di concerto i Subsonica sono scesi dal palco per accedere alla consolle in veste di d.j. : Boosta, Samuel, Ninja e Max, difatti, hanno esaurito la nottata girando vinili e c.d. fino a tardi per tutte le date del tour.
Ultimi Articoli
Sesto San Giovanni sequestra i primi monopattini truccati
Dodici armature giapponesi dal XVI al XIX secolo al Museo Chiossone di Genova
ASL Roma 1 smentisce la chiusura della Breast Unit del Santo Spirito: Nessuno smantellamento
Housing sociale in Lombardia: 96 milioni per ristrutturare 2.500 alloggi a canone calmierato
Ricerca e impresa, tappa a Como per il tour dell’assessore Fermi tra droni, farmaceutica e ambiente
Difesa personale: occhio al problema della sopravvalutazione.
Pittura italiana oggi, la mostra arriva a Rio de Janeiro con la nuova scena contemporanea
EMERGENZE VETERINARIE PER I CANI CHE PARTONO IN VACANZA.
Scacchi, ragazzi e città: quando la partita è fuori dallo schermo