Torino: l’incoronazione pubblica di Elena e Giorgia ha introdotto nelle leggi dello spettacolo un'importante riforma istituzionale: l’elezione diretta della velina.
Dopo le primarie, il primo turno e il ballottaggio, l’ultimo voto ha incoronato dunque una sarda e una piemontese, colmando il vuoto di potere creato dalla fine del duumvirato di Elisabetta e Maddalena e restituendo all’Italia della tv una legittima coppia di veline. È una buona notizia (anche perché questo interregno dello stacchetto sembrava diventato più lungo dell’interim di Berlusconi agli Esteri).
Da lunedì potremo dunque ammirare il sorriso, l’ironia e le gambe (non obbligatoriamente in quest'ordine) delle due belle vincitrici. Che sono diventate, diciamolo, le vere protagoniste di "Striscia la notizia", rovesciando tutte le macchinose teorie di Antonio Ricci: non sono più le loro mossette a segnalarci che si tratta di un tg finto, ormai sono le notizie di Greggio e Iachetti a garantirci che quelle ragazze sono vere. Le guarderemo, perciò, credendo a quello che vedremo anzichè a quello che il genio di "Striscia" ha dichiarato ai giornali, e cioè che "Veline" era l’ennesima provocazione "per stimolare i tromboni e i benpensanti", ovvero "la parodia di una parodia". Era, diciamo la verità , un programma fondato sull’intramontabile fascino delle ventenni, che ha una sua innegabile dignità intellettuale (a patto di non volerlo camuffare da qualcos'altro di più intelligente).
l’insediamento di Elena e Giorgia segna anche ufficialmente il trionfo definitivo di un nuovo modello di star: dobbiamo rassegnarci, a quanto sembra, al dominio delle "veline", delle "letterine", delle "schedine" e delle "letterate", legittime eredi delle vallette della Prima Repubblica e brillanti imitatrici delle "ragazze Coccodè" inventate da Arbore per fare il verso a quelle. Hanno vinto loro: ci hanno dimostrato che non serve saper ballare, cantare o parlare tre lingue, per incassare il rapido successo della tv. Basta diventare una velina (o una letterina, o una schedina, o una letterata): come dice Alessia Merz, questa è l’unica strada che garantisce il massimo risultato col minimo sforzo. l’Italia delle veline ha definitivamente preso il posto dell’Italia dei concorsi, nell’immaginario collettivo delle ragazze della porta accanto. La bravura, il sacrificio, l’intelligenza e lo studio non servono più, se ci sono un bel sorriso e un adeguato stacco di gambe. Poi, se uno vuole mettere a frutto il talento, può sempre partecipare a "Operazione Trionfo".
di SEBASTIANO MESSINA
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