Al Teatro Manzoni di Milano, Massimo Ghini e Galatea Ranzi riportano in scena Il vedovo, la celebre commedia di Dino Risi del 1959, reinventandola per il pubblico di oggi. L'adattamento di Ennio Coltorti e Gianni Clementi non tradisce lo spirito sarcastico del film originale, ma lo arricchisce di nuove sfumature e di un'ironia che, tra sorrisi e stoccate, parla ancora al presente.
Ghini ha rinunciato sin dall'inizio a competere con Sordi. Lo ha detto chiaro: "Non posso imitare il Grande Sordi. Quindi non ci provo nemmeno." Scelta onesta. Che ha funzionato.
Ghini, nei doppi panni di regista e protagonista, costruisce un Alberto Nardi umanissimo e grottesco, un imprenditore fallito che sogna la libertà economica… e forse anche quella coniugale. Accanto a lui, Galatea Ranzi dona a Elvira intelligenza e potenza scenica, trasformando la commedia in un duello psicologico tra ambizione e disincanto.
La scenografia alterna l'ufficio disastrato e la casa borghese con un gioco di luci preciso. Le musiche di Davide Cavuti e i costumi di Paola Romani respirano anni '50: Rabagliati, Mambo Italiano, quella Roma che non esiste più. O forse esiste ancora ma solo sotto forma di sarcasmo.
La trama è semplice e brutale: Alberto Nardi è un industriale romano fallito, sempre inseguito dai creditori, incapace di chiudere un affare senza disastro. A mantenerlo è la moglie Elvira, ricchissima e fredda, che lo umilia pubblicamente lo chiama "cretinetti" e gliene nega perfino l'aiuto economico. Schiacciato dai debiti, Alberto inizia a fantasticare: e se diventasse vedovo? Libero. Finalmente. Ma quando l'occasione sembra arrivare sul serio, il destino gli regala una lezione beffarda.
Ghini interpreta con un'ironia quieta, quasi languida. Nardi non è una caricatura: è fragile sotto la vanità, disperato dentro il sarcasmo. Ranzi, nei panni di Elvira, è gelida senza essere fredda: conosce il suo potere e lo esercita con precisione chirurgica. Tra loro scorre una tensione vera, non costruita a tavolino.
"Il Vedovo" è semplice: il denaro può uccidere l'amore? O l'amore è già, di partenza, un contratto sbagliato tra due persone sbagliate? Lo spettatore ride, ma è il riso di chi riconosce qualcosa. Una famiglia vista dall'angolo giusto, quello spietato.
Ghini e Ranzi non imitano Sordi e Valeri. Semplicemente non ci provano nemmeno. E' stata una scelta, interpretano semplicemente la loro versione, che funziona. Gli applausi finali—sulle note di Mambo Italiano—confermano che a sessanta anni di distanza, la commedia all'italiana sa ancora come colpirti dritto al cuore.
Info spettacolo
Teatro Manzoni di Milano
Fino al 23 novembre 2025
Feriali ore 20.45 – Sabato 15.30 e 20.45 – Domenica 15.30
Biglietti da €18 a €37 – Online su www.teatromanzoni.it
Glossario
- Dino Risi: regista italiano, maestro della commedia all'italiana. Diresse "Il vedovo" nel 1959 con Alberto Sordi, capolavoro del genere che rideva dei costumi borghesi italiani.
- Commedia all'italiana: genere cinematografico italiano che mescola risate e sociocritismo, usando il sarcasmo per raccontare verità scomode sulla società, la famiglia, il denaro e il potere.
- Ennio Coltorti e Gianni Clementi: autori dell'adattamento teatrale di "Il vedovo" per la scena contemporanea. Hanno riscritto il testo mantenendo l'ironia originale ma aggiornando il linguaggio per il pubblico di oggi.
- Massimo Ghini: attore, regista e doppiatore italiano. In questo spettacolo ricopre il duplice ruolo di regista e interprete di Alberto Nardi.
- Galatea Ranzi: attrice italiana nota per il suo carisma e la capacità di incarnare personaggi complessi. Qui interpreta Elvira, la moglie ricca e spietata.
- Alberto Nardi: il protagonista maschile della commedia, industriale romano fallito, sposato con una donna ricca che lo umilia. Rappresenta l'uomo che sogna libertà ma rimane intrappolato nelle proprie illusioni.
- Elvira: la moglie di Alberto, ricchissima donna d'affari dal carattere freddo e calcolatore. Rappresenta il potere economico usato come arma all'interno del matrimonio.
- Davide Cavuti: compositore delle musiche originali dello spettacolo. Le sue composizioni evocano l'atmosfera della Roma anni '50.
- Paola Romani: costumista dello spettacolo. I suoi costumi ricreano l'eleganza e lo stile della Roma borghese degli anni Cinquanta.
- Rabagliati: cantante italiano icona degli anni '50, simbolo della musica leggera italiana del dopoguerra. Le sue canzoni evocano nostalgia e romanticismo.
- Mambo Italiano: celebre canzone del 1954, divenuta emblematica della cultura pop italiana degli anni '50. Nel film originale e nello spettacolo teatrale marca i momenti salienti.
- Alberto Sordi: il grande attore che interpretò Alberto Nardi nel film di Risi del 1959. È considerato un gigante della commedia all'italiana, da qui l'impossibilità (secondo Ghini) di riproporlo identicamente.
- Commedia nera: sottogenere che mescola risate e toni malinconici o inquietanti. In "Il vedovo" il riso è amaro perché dietro le situazioni comiche si celano questioni serie: soldi, potere, morte della coppia.
- Teatro Manzoni: storico teatro milanese che ospita spettacoli di prosa e rappresentazioni di qualità. È una delle principali sale teatrali della città.
- Duello psicologico: scontro tra due personaggi basato non su azioni fisiche ma su tensione emotiva, sarcasmo, piccole crudeltà verbali e lotte di potere sottile. In questo caso tra Alberto ed Elvira.