(CODACONS) Vittoria del Codacons: anche per gli animali c’è il danno esistenziale. Questi i fatti:
Il signor Bruno Reghini di Milano, per gravi esigenze familiari, è costretto, suo malgrado, a portare il furetto in una pensione per animali. Si recava regolarmente a trovarlo, in attesa di poterlo far rientrare in casa. Ma il 12 aprile 2003 il furetto viene rubato. La compagnia assicurativa del negoziante ammette la responsabilità del proprio assistito per omessa custodia e propone di liquidare 300 euro come risarcimento del danno. Il consumatore, disperato per la perdita dell’amato furetto, insoddisfatto, si rivolge al Codacons che intraprende una causa pilota finalizzata ad ottenere una cifra superiore a quella del valore venale del furetto.
Dopo aver vinto in primo grado, il Codacons vince ora anche in secondo grado con una sentenza che crea un precedente importante.
Il Giudice Unico M. Iole Fontanella del Tribunale di Milano riconosce al nostro assistito, per la perdita del furetto, oltre ai 271,14 euro per danno patrimoniale e ai 70 euro per la pensione non usufruita liquidati in primo grado, ben 741,14 euro per danno non patrimoniale.
Questa la motivazione del giudice:
"non può dubitarsi del legame affettivo del tutto particolare che si può instaurare tra un essere umano ed un animale, qualunque esso sia, che, per effetto della stabile convivenza, diviene una presenza significativa in casa ed è in grado di suscitare sentimenti di affetto, gratitudine, partecipazione, rappresentando a volte un elemento di vero e proprio supporto alla non sempre facile gestione del menage familiare. È notorio che l’interazione con gli animali migliori la qualità della vita degli esseri umani, ricambiando essi le cure ed il mantenimento ricevute con dimostrazioni concrete di dedizione e fedeltà ".
Ecco perché per il giudice l’importo liquidato in primo grado "appare riduttivo e mortificante rispetto alle conseguenze in termini di sofferenza e privazione che devono essere derivate all’attore dalla perdita della compagnia del furetto. Si ritiene pertanto più adeguato alla finalità riparatoria di un peggioramento della qualità della vita l’importo di euro”¦".
"Gli animali, e non solo il gatto o il cane, rappresentano un valore affettivo che va ben al di là di una semplice quantificazione monetario-patrimoniale. Il problema era ottenere una sentenza
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