“Il Nuovo Piano istituisce un doppio binario per differenziare le prestazioni urgenti da quelle erogate con finalità preventive. I pazienti affetti da malattie oncologiche e cardiovascolari avranno una corsia preferenziale. Per la prima volta, abbiamo fissato il limite massimo di attesa entro il quale devono essere garantite ai cittadini le 58 prestazioni individuate dal Ministero. Abbiamo voluto rendere compatibile le fondate aspettative dei cittadini con i Livelli Essenziali di Assistenza. Il Piano prevede che, in caso di mancata fissazione da parte delle Regioni dei tempi massimi di attesa, si applichino direttamente i tempi determinati nello stesso, come ad esempio 30 giorni per effettuare le visite, massimo 60 per gli accertamenti diagnostici, quando non ci sono necessità di urgenza“.
Così il Ministro Fazio riferiva, lo scorso 6 ottobre, durante una question time in Parlamento sulle iniziative intraprese per il governo delle liste di attesa. E ancora: “Il Nuovo Piano prevede anche l’utilizzo di una quota di risorse da vincolare per specifici progetti regionali in materia di Centro Unico di Prenotazione (CUP); prevede inoltre il monitoraggio dei tempi di attesa sui siti WEB di Regioni e Province Autonome, e delle Aziende sanitarie pubbliche e private accreditate. Per la prima volta verrà potenziata l’informazione ai cittadini sulle liste di attesa attraverso campagne informative e sezioni dedicate facilmente accessibili sui siti web delle Regioni delle Aziende Sanitarie. Si tratta di un vero e proprio monitoraggio che consentirà di conoscere in tempo reale la situazione delle liste di attesa“.
Dopo la discussione in Conferenza Stato-Regioni, il 28 ottobre 2010 è stata siglata l’Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa (PNGLA) per il triennio 2010-2012. L’obiettivo: condividere un percorso per il governo delle liste di attesa finalizzato a garantire un appropriato accesso dei cittadini ai servizi sanitari, che si realizza con l’applicazione di rigorosi criteri di appropriatezza, del rispetto delle classi di priorità e della trasparenza del sistema a tutti i livelli. Il tutto per promuovere la capacità del SSN di intercettare il reale bisogno di salute, di ridurre l’inappropriatezza e di rendere compatibile la domanda con la garanzia dei LEA.
In sintesi, sono quattro le classi di priorità : le prestazioni ambulatoriali urgenti dovranno essere garantite in 72 ore, quelle indifferibili in 10 giorni, le visite differibili entro 30 giorni, gli accertamenti entro 60. In caso di mancata individuazione della tempistica massima da parte delle Regioni, si applicano i parametri fissati dal Piano (30 giorni per le diagnostiche e 60 per le strumentali).
Viene inoltre assegnato un ruolo strategico ai CUP, e creato un percorso preferenziale per le patologie cardiovascolari e oncologiche.
Grande importanza assumono poi i controlli: massima sorveglianza sull’attività in intramoenia dei medici, con flussi informativi diversificati per le prestazioni ambulatoriali e i ricoveri, e monitoraggio ad hoc anche per la comunicazione sulle liste d’attesa da parte delle strutture, anche attraverso i rispettivi siti web.
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