CONVEGNO CRI SULl’IMMIGRAZIONE

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PALERMO - Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia parteciperà domani al Convegno "Donne ed Immigrazione nel Mediterraneo" promosso dalla Croce Rossa Italiana. Il Covegno si terrà a Palermo, il Principe ha dichiarato:

"Quando il Presidente Massimo Barra mi ha gentilmente invitato a partecipare a questo importante convegno ho subito accettato con piacere per l’attualità e l’importanza dell’argomento. L’immigrazione è un problema, certamente lo è per gli italiani che la vivono in modo negativo tanto da considerarla, secondo i maggiori istituti di ricerca, come la loro prima preoccupazione. Ma l’immigrazione è soprattutto un problema per le migliaia di uomini, di donne e di bambini che si vedono ogni anno costretti a lasciare la loro terra d’origine per trovare un posto migliore per vivere; una nuova patria che possa garantire loro, non solo la sussistenza, ma un futuro per i propri figli.

Mi trovo spesso a riflettere con mia moglie, cresciuta in Africa, su quale possa essere la drammatica situazione delle donne che devono affrontare tali difficoltà ed umiliazioni per poter partire alla ricerca di una nuova terra d’adozione. Una donna che con i propri figli decide di imbarcarsi in catorci del mare, schiacciata tra centinaia di uomini, senza il minimo pudore, senza il minimo rispetto per il suo essere: questa è un’immagine che mi torna spesso alla mente. E’ la prima immagine che mi sovviene unendo le parole: Donne ed Immigrazione.

Credo che questi tre giorni di lavoro promossi dalla Croce Rossa Italiana debbano soprattutto servire ad individuare un problema e a proporre delle soluzioni percorribili ed accettabili. Non voglio entrare nel merito dell’opportunità di legiferare in un modo o nell’altro sul tema dell’immigrazione, non voglio entrare nella diatriba tutta politica dell’immigrazione “si” o “no”.

Credo che in questa occasione dovremmo tutti ragionare e valutare la situazione con l’umanità e la sensibilità etica e morale che la nostra formazione cristiana ci impone. Una visione che vede nella solidarietà e nell’accoglienza i suoi punti cardine.

Dobbiamo avere tutti la forza di porre il problema in una prospettiva di lungo periodo nel quale siamo tutti coinvolti; è un dovere dei popoli più ricchi e fortunati essere d’aiuto verso i meno fortunati. Ma come?

A mio avviso dovremmo indirizzare le nostre forze nel sostenere i governi dei paesi da cui provengono la maggior parte degli immigrati affinchè vengano pianificati degli interventi di sviluppo dell’economia e dell’iniziativa individuale. Credo che prima di pensare ad accogliere queste donne, spinte dalla disperazione sulle nostre coste, dovremmo pensare ad un modo per alleviare la loro drammatica situazione nella loro patria. Dovremmo divenire partner di questi paesi affinchè rendano attuabili politiche di micro credito, di sostegno alle famiglie e di sviluppo delle attività individuali nell’artigianato e nell’agricoltura. Ci sono alcuni esempi che ci incoraggiano in tal senso.

Non credo che queste persone siano felici di lasciare la propria famiglia ed il proprio mondo, così diverso dal nostro, per clima, per cultura, per religione e per tradizioni.

Al tempo stesso desidero esprimere il mio personale sostegno nei confronti di quanti operano per alleviare le sofferenze di queste donne straordinarie che solcano il mediterraneo con i figli in grembo, le lacrime negli occhi ed il cuore colmo di disperazione per aver abbandonato tutto nella speranza di trovare ospitalità nella nostra Europa che si rivela, ahime, così dura ed impietosa nei loro confronti."