Le cellule staminali tumorali del melanoma forniscono le stesse informazioni di tutte le altre cellule cancerose, poichè esprimono i medesimi "antigeni", ovvero quelle molecole in grado di indurre una risposta da parte del nostro sistema immunitario e quindi utili per lo sviluppo di una vaccinazione anti tumorale. Questi i risultati di uno studio pubblicato a gennaio sulla rivista Journal Cellular Physiology frutto della collaborazione internazionale tra il Laboratorio di Immunologia dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena diretto da Pier Giorgio Natali, il Centro di Immunoterapia dell’Universita' di Siena guidato da Michele Maio e il Wistar Institute di Filadelfia dove Meenhard Herlyn è leader del Molecular and Cellular Oncogenesis Program.
Le cellule staminali tumorali sono quella esigua popolazione cellulare che alimenta continuamente la crescita del tumore come un serbatoio dal quale il cancro si rifornisce, rappresentando, per questa loro proprieta', un bersaglio terapeutico di grande interesse per la lotta al cancro. Anche nel melanoma cutaneo, come in altre neoplasie, sono state descritte cellule staminali, ma non si conosceva se tali staminali esprimessero gli antigeni bersaglio di numerosi protocolli di immunoterapia in corso a livello internazionale.
È facile comprendere quanto la risposta a questo interrogativo sia vincolante per lo sviluppo di più efficaci vaccini.
Lo studio pubblicato di recente su Journal Cellular Physiology ha dato una risposta a tali quesiti, dimostrando che cellule del melanoma, con le caratteristiche di cellule staminali tumorali, esprime la maggior parte degli antigeni di utilita' terapeutica in analogia a quanto avviene nella popolazione cellulare totale del tumore. Tra gli antigeni i "Cancer Testis Antigens" (CTA) sono di particolare interesse poichè sono capaci di indurre una efficace risposta immunitaria.
"Queste conclusioni sono d'interesse sia biologico che clinico -precisa Natali, il cui laboratorio da anni si occupa di ricerca traslazionale- I differenti CTA che sono espressi anche dalle staminali del melanoma, individuati e classificati rappresentano quindi un bersaglio stabile e multiplo alla immunoterapia. Tali informazioni, fondamentali per la selezione dei pazienti come candidati a trattamenti immunoterapici specifici, possono essere ottenute dalla popolazione cellulare totale del tumore, senza dover ricorrere al difficile isolamento delle cellule staminali, con evidente risparmio di risorse tecniche ed economiche".
Ultimi Articoli
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
“È intelligente… ma non studia!”: ridere, ricordare, crescere
Italia–Giappone: Vincenza Palmieri porta lo Specialista della Famiglia al Paese del Sol Levante — la rete dei Diritti Umani si allarga
Bruno Mars accende Las Vegas — The Romantic Tour debutta con sold-out e la città gli intitola una strada
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio