ROMA - (Traduzione ANSA) Fra le varie capacità che ha il Dna ce n'è una che ha stupito i ricercatori: la 'telepatia'. In uno studio pubblicato dal Journal of Physical Chemistry B è stato infatti dimostrato che filamenti di Dna simili sono in grado di riconoscersi in una soluzione a grande distanza, senza bisogno di mediazioni da parte di proteine o altri composti.
I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno studiato il comportamento di alcune catene lunghe di Dna con diverse composizioni in una soluzione in cui era presente solo acqua. Il risultato è stato che filamenti con la stessa sequenza di basi hanno il doppio della probabilità di riunirsi ed accoppiarsi. "Curiosamente - scrivono gli autori - le forze responsabili del riconoscimento possono superare distanze in acqua maggiori di un nanometro (un milionesimo di millimetro)".
Questo fenomeno, che non era mai stato osservato, può aiutare a capire come il Dna si ricombina, un processo che in caso di 'errori' dà vita a malattie come i tumori. Secondo lo studio, più che di telepatia si tratta di 'magnetismo': a causare l’ avvicinamento sarebbero infatti interazioni elettrostatiche che diventano più forti man mano che aumenta la similarità fra i filamenti.
(In lingua inglese la notizia a cura di ACS)
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