Roma: MENINGITE, In relazione ai casi di meningite verificatesi in Veneto si ricorda che ancora oggi circa 900 casi di meningite batterica sono notificati ogni anno nel nostro Paese. Si tratta di una malattia infettiva grave, ma curabile, anche se, nella sua forma fulminante presenta una mortalità significativa (tra l’1 e il 5% dei casi).
Dei casi italiani ( www.simi.iss.it ) circa un terzo sono causati dalla Neisseria Meningitidis prevalentemente di gruppo C, un altro terzo da Meningococcus Pneumoniae.
Per entrambi questi due batteri sono da tempo disponibili vaccini efficaci e sicuri che sono già offerti gratuitamente ed attivamente in Veneto ed in altre dieci Regioni Italiane. Il Ministero della Salute ne sta concordando l’uso con tutte le altre Regioni per avviare un’offerta vaccinale attiva e gratuita per tutti i nuovi nati.
Il Meningococco è comunque un frequente abitante della nostra gola: in oltre il 10% degli individui è presente senza dare alcun problema. La maggioranza delle persone, non è quindi sensibile alla meningite. In casi rari diventa aggressivo e può provocare la Meningite. Il suo contagio è da persona a persona in contatti stretti in ambienti affollati mentre non riesce a sopravvivere nell’ambiente nè negli alimenti, bevande o su oggetti: per questo non sono efficaci disinfezioni ambientali e non v’è un rischio epidemico che oltrepassi il circuito dei contatti stretti dei casi.
Anche in questi ultimi eventi il contagio è prevenibile con l’apposita profilassi antibiotica. Episodi epidemici sono assolutamente infrequenti , mentre la maggioranza dei casi del nostro Paese si presenta come casi sporadici.
L’Italia, in confronto con gli altri paesi Europei ed extraeuropei, ha una incidenza di meningite molto bassa che và costantemente riducendosi anche grazie alla diffusione della vaccinazione. Mentre grandi epidemie di meningite sono presenti in Africa, America latina ed Asia.
Il focolaio epidemico Veneto ha trovato fattori predisponenti nei locali affollati, contatti stretti e presenza di molti individui suscettibili non vaccinati e provenienti da zone del mondo ad alta suscettibilità alla malattia.
La reazione dei Servizi di Sanità pubblica è stata appropriata e tempestiva seguendo le linee guida nazionali ed internazionali, anche grazie alla pronta identificazione del germe offerta dal laboratorio di Padova: l’intervento di profilassi è stato massiccio così come l’avviso alla popolazione.
Mentre non è ancora possibile escludere il manifestarsi di altri casi di contagio nello stesso luogo, ma con un tempo di incubazione più lungo (esso può infatti variare da 2 a 10 giorni ma è nella stragrande maggioranza dei casi di tre-quattro giorni) è verosimile affermare che il focolaio è sotto controllo e non vi sono rischi per la popolazione non esposta a quello specifico contagio.
Il Centro per il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute è stato immediatamente informato dalle autorità venete ed è in costante contatto con loro, verificando insieme le azioni più appropriate.
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