Roma 6-9 Ottobre
Salone Rosso, Fondazione Cassa di Risparmio di Roma,
via del Corso 320 " Roma
I modelli sperimentali di oggi per le applicazioni cliniche di domani. Questa è la medicina rigenerativa, e la posta in gioco in questo settore della ricerca è poter disporre e utilizzare efficacemente cellule staminali, in grado di specializzarsi in modo tale da poter sostituire quelle danneggiate o morte, mantenendo la stessa funzione ed efficienza. In questo promettente settore di ricerca, il focus del congresso “Trapianto prenatale di cellule staminali: nuove frontiere in terapie rigenerative", che si apre domani a Roma è il trapianto prenatale di cellule staminali: quando il sistema immune del nascituro è ancora immaturo, per evitare reazioni di rigetto e per consentire che si realizzi una sorta di sensibilizzazione precoce alle terapie cellulari.
Il Convegno, promosso dal Dipartimento per la Tutela della salute della donna e della Vita nascente dell’Università Cattolica di Roma Cuore, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, si apre domani pomeriggio a Roma, alle 17.30, in via del Corso 320 (Salone Rosso, FCRR),con due letture magistrali: la prima del prof. Stefano Rodotà sui diritti fondamentali dei dati genetici e la seconda del prof. Claudio Bordignon sulla terapia genica dei disordini genetici.
Sono 6 le sessioni in cui si articolano i lavori congressuali: le cellule staminali cordonali e adulte, quelle embrionali e fetali, le terapie in utero sia nei modelli sperimentali che negli studi clinici, le terapie geniche prenatali ed infine le implicazioni etiche di queste ricerche.
“È il settimo incontro internazionale su questa materia " spiega il prof. Salvatore Mancuso, ordinario di ginecologia alla Cattolica di Roma e membro del comitato scientifico tra cui figura il prof. Cesare Peschle, Direttore del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina molecolare - dell’ISS - nel corso del quale studiosi provenienti da tutto il mondo faranno il punto su tentativi di messa a punto di modelli sperimentali e risultati conseguiti per aprire prospettive di terapie cellulari in gravidanza, quando la diagnosi prenatale svela la presenza nel feto di una malattia o di malformazioni congenite suscettibili di trattamento già prima della nascita”.
Le patologie che potrebbero giovarsi di queste tecniche di cura sono prevalentemente le emoglobinopatie, in particolare la talassemia che è particolarmente diffusa nel nostro Paese e in tuta l’area mediterranea, dove ancora non si registrano segnali di successo mentre nelle immunodeficienze congenite e nell’osteogenesi imperfetta sono descritti i primi risultati positivi e persistenti dopo la nascita.
Al centro del convegno biologia, embriologia e immunoematologia sperimentale, per la messa a punto di vie di accesso al compartimento fetale per trapianti di cellule staminali, in fase di sviluppo prenatale, quando il sistema immune è ancora immaturo. Ciò per evitare reazioni di rigetto e per consentire che si realizzi una sorta di sensibilizzazione precoce alle terapie cellulari, che si ripeterebbero nel tempo anche dopo la nascita. Ampio spazio dedicato quindi alle scienze e alla ricerca di base, ha detto il prof. Mancuso, “perché, anche se ragionevolmente raggiungibili attualmente le applicazioni cliniche sono solo sperimentali e quindi non ancora disponibili”.
Tra i relatori della tre giorni romana sulle staminali: Salvatore Mancuso, Roberto Colombo, Giuseppe Noia e Sergio Rutella dell’Università Cattolica, Giulio Cossu e Angelo Vescovi dell’IRCCS San Raffaele di Milano, Cesare Peschle dell’Istituto Superiore di Sanità , Esmail D. Zanjani di Reno, Jean-Louis Touraine dell’Hôpital Edouard Herriot di Lione, Magnus Westgren del Karolinska Institue di Stoccolma, John Thomas della Task Force sulle cellule staminali del National Health Institute di Bethesda, Olga Gan e John Dick, dell’ Hospital for Sick Cildren -Cancer and Blood Research Program di Toronto
“Molta è ancora la strada da percorrere e gli ostacoli da superare sono innumerevoli " considera il prof. Mancuso: - la complessità della materia comporta l’impegno multidisciplinare di biologi e clinici che devono porsi regole e comportamenti eticamente accettabili e condivisi”.
L’intero programma del congresso è consultabile all’indirizzo
http://www.inuterostemcelltx04.it
Di - Dundar Kesapli-
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