Roma: Nell’ateneo capitolino non vale la par condicio su Ladysilvia; Ore 8.30 del mattino, ingresso della Facoltà di Economia “Federico Caffè” dell’Università Roma Tre, l’occhio viene subito infastidito da un disordinato effetto mosaico sulla avveniristica facciata della facoltà . Lo studente medio, assonnato alle prime luci della giornata di studio non fa quasi caso al contenuto del “mosaico”. Alla prima pausa della lezione, con le meningi ancora calde e una attenzione risvegliata, si accorge dello scempio.
Intere pareti esterne ed interne ricoperte di manifesti di candidati alle elezioni per il rinnovo della rappresentanza studentesca al consiglio di facoltà , che si terranno il 16 e 17 maggio 2007.
La presenza dei messaggi affissi di per sè non è una novità ; gli striscioni che campeggiano sulle balaustre dei terrazzi esterni (ogni 5 metri) e le locandine su ogni porta di ingresso, pur infastidendo la vista e ignorando il decoro, fanno parte della tacita tolleranza preelettorale e non sarebbe una sorpresa imbattersi in qualche locandina nei bagni.
La cosa che sorprende invece è la totale mancanza di equa rappresentazione dei vari schieramenti.
Grande visibilità è goduta dalla lista “Fox”, di destra, che promuove la candidatura di un certo Volpi, fatti salvi due piccoli spazi riservati alla “Lista Aperta” sempre della stessa area . l’unica lista di sinistra invece, la UDU, non è neanche minimamente presente nel circuito delle affissioni.
Mettendosi nuovamente dei panni dello studente medio, che notoriamente è poco attento alle questioni politiche della facoltà , specialmente nei primi anni, cosa deve pensare, come deve formare la sua decisione di voto o configurare la sua idea di potenziale voto? La par condicio serve proprio per evitare che il differente potere mediatico di uno schieramento possa incidere sull’esito delle votazioni, mentre sono altre le caratteristiche che devono contribuire alla ponderata scelta del voto. Il problema della par condicio è che questa non viene tradita ma anzi viene ignorata e totalmente non applicata. La sordità di chi dovrebbe tutelare gli studenti, la cecità di chi invece di chiudere un occhio li chiude entrambi, potrebbero portare all’esito fatale che le coalizioni di destra sembra avessero in mente. I tentativi di contrastare il dominio mediatico da parte del gruppo elettorale sostenitore di Piccoli (il candidato dell’unica lista di sinistra, la UDU) sono stati prontamente soffocati dai gruppi di "decoro” della lista “Fox”, che sottraendosi al confronto politico sui temi importanti di cui entrambi gli schieramenti dovrebbero occuparsi, forse perché inadeguati, hanno scelto la più semplice via dello squadrismo di rimozione pubblicitaria.
La questione ha rasentato l’assurdo quando sensibili studenti hanno provato a pubblicizzare un concerto di beneficenza che, senza il benestare dei “padroni” della facoltà , è stato soffocato sul nascere.
La preside di Economia, ormai alla vigilia delle elezioni, dovrà interrogarsi se si è fatto tutto per assicurare lo svolgimento corretto della campagna elettorale, oppure, come forse è stato, nulla è stato fatto per risolvere il problema, che sicuramente non è stato percepito come tale.
ItalyMedia.it come sempre è al fianco di chi subisce le ingiustizie, dove c’è disparità , dove le regole non vengono rispettate, per strillare nelle orecchie di chi non vuole sentire e per puntare la torcia della verità sugli occhi di chi non vuole vedere e nel caso specifico con una manifesta riduzione se non totale oscuramento della libertà di pensiero e quindi con chiara violazione dell’articolo 21 della Carta Costituzionale, tale proposito acquista un valore indubbiamente più elevato.
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