Il vino di Santorini

La viticoltura nell’isola greca di Santorini affonda le sue radici nel mito.Nell’antica “Thèra“,l’ultima e più meridionale delle Cicladi,le vigne allignavano già 3000 anni fa.Le viti attuali hanno un’età media di 60/70 anni e ve ne sono di ultracentenarie,veri monumenti arborei incassati in conche scavate nel suolo...frutto del lavoro certosino di eroici vignaiuoli...per preservarli dai flagellanti venti che imperversano sempiternamente sulla superficie dell’isola.
Le radici delle piante innervano un terreno vulcanico,arido e nel contempo fecondo di umori lavici.

Nulla ha potuto l’efferato morso della fillòssera nelle sabbie magmatiche che ospitano le geometriche giaciture degli alberelli:le viti sono a piede franco,depositarie di un corredo ampelografico puro,non integrato dal barbarico apporto americano.

L’ “Assyrtiko“è l’uva “regina“ di Santorini,autoctona di un’autoctonìa perfetta...che solo talèe isolate e misteriche possono garantire.

Sul crinale di una passione naturalmente condivisa,l’abbiamo degustata in purezza nella versione 2009 del Domaine Sigalas...al wine-bar Cairoli...in comunione d’animo esemplare e spontanea.

Con Sandro Maselli,talentuoso procacciatore di “nettari“ e Valentina Marinacci,suo perfetto alter-ego nell’inseguire un sogno,è stato subito uno scambio di amorosi sensi.

L’energia cosmica dell’ “aura“ di ciascuno,in ampie volute,aleggiava vibratile sopra di noi.
Quando si è aperti alla vita,la relazione ha l’effetto di moltiplicarla.Ed è ciò che è avvenuto.

Disquisire sul vino,sulla sua spettacolare mineralità,su di una sapidità...in ficcanti strali salmastri...che sfiora la salinità del mare che contorna le vigne,su di un’acidità che richiama ben altre latitudini e non umidità recate solo dalle nebbie mattutine...sembra quasi pleonastico.

E’ un vino saporoso e buono,che induce ad una beva serrata e pronta,fresca e scorrevole,senza infingimenti intellettualistici,in virtù di una congenita e pacifica succulenza.

Bere diventa così come viaggiare.
Conoscere luoghi e persone remote sulle ali del vagheggiamento.
Tentare percorsi esperienziali nuovi.

Sulle tracce...aeree ed eteree...dell’imponderabile e dell’immigliorabile vinicolo.


ROSARIO TISO
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