A Venezia non c’è una chiesa che possa dirsi banale.La difficoltà è trovarle aperte e potervi accedere gratuitamente.
Non così per S.Zaccaria.Quel che colpisce lo sguardo del visitatore nell’imponente facciata policroma è un felice connubio fra diversi stili architettonici.All’interno sembra di essere in una chiesa ortodossa:pareti tappezzate di dipinti,la messa e il popolo orante,una sensazione di vita vissuta.Nella “Madonna in trono con Bambino e Santi“ di Giovanni Bellini è la punta artistica più elevata del complesso.Ma la più grande suggestione me l’ha regalata “Il parlatorio delle monache a S.Zaccaria“ di Francesco Guardi.Ci si perde nell’atmosfera di un’epoca affascinante e dimenticata e l’immaginazione insegue la cattiva fama dei presunti disinibiti comportamenti delle monache,in maggioranza vittime recalcitranti del costume delle nobili famiglie veneziane di concedere una figlia al rigido destino conventuale.
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore
*Tratto dall’opera “Diario veneziano“ di Rosario Tiso
Ultimi Articoli
Gipsy Kings by Diego Baliardo inaugurano il Festival di Villa Arconati il 2 luglio
Lombardia, bando Futura da 390.000 euro per lo spettacolo dal vivo
Monferr’Autore Festival, Banda Osiris a Balzola apre il nuovo ciclo di appuntamenti
Sanità Lombardia, centrati i target Pnrr: attive 187 Case e 60 Ospedali di Comunità
Lombardia, 5,3 milioni per i laghi: 14 interventi su porti, piste e sponde
Caldo in Lombardia, aumentano le richieste di soccorso: +15-20% in una settimana
Blackout sul territorio, riunita l'Unità di crisi del Comune
Milano, apre il centro di via Aldini: 165 posti letto e servizi per fragilità sociale
Arisa in concerto il 7 luglio al Festival di Villa Arconati