su Ladysilvia: AMBIENTE; E’ stata la massiccia deforestazione, anche illegale, seguita allo tsunami del 2004 per ricostruire le abitazioni distrutte dall’onda anomala la causa all’origine degli smottamenti di terreno e straripamentidi fiumi nella provincia di Aceh, lo sostengono oggi sulle pagine del quotidiano ’Jakarta Post’ i rappresentanti di due delle maggiori organizzazioni ambientaliste indonesiane. “Più del 60% delle foreste di Aceh destinate alla produzione sono state distrutte” dice Vanda Mutia Dewi di ’Greenomics’, aggiungendo che il taglio di alberi “è stato accelerato per la ricostruzione post-tsunami” senza una vera politica di controllo da parte della autorità . Secondo l’ultimo aggiornamento le alluvioni degli ultimi giorni hanno ucciso ad Aceh e nella vicina provincia di North Sumatra almeno 115 persone e centinaia risultano disperse sotto la massa di fango staccatasi dai pendii, mentre gli sfollati sono 400.000.
Le zone più colpite sono sette distretti della provincia di Aceh, in particolare Aceh Tamiang dove quasi tutta la popolazione di 239.000 abitanti è stata evacuata. “Il modo in cui l’Agenzia per la ricostruzione di Aceh e Nias si è procurata il legame è piuttosto discutibile poichè non è chiaro chi siano i fornitori.
All’Agenzia non interessa da dove venga il legname, concentrata com’è sulla ricostruzione, e ciò ha portato ad una crescita rampante della deforestazione illegale” continua Vanda Mutia Dewi, esprimendo un’opinione condivisa anche dal Forum indonesiano per l’Ambiente (Walhi) per il quale la situazione è peggiorata con lo sfruttamento delle foreste nei pressi dei corsi dei fiumi, che ha contribuito a rendere gli argini naturali meno sicuri.
Il Walhi prende come possibile paramento della crescita della deforestazione l’aumento dei sequestri di legname illegale che nel 2006 è stato di oltre 121.000 metri cubi: quattro volte più dell’anno precedente. Secondo i dati del ministero delle Foreste, nella provincia di Aceh 638.000 ettari di boschi sono stati destinati alla produzione; di questi, dice la rappresentante di ’Greenomics’, 390.000 sono stati già distrutti e 300.000 ettari erano in parchi protetti.
Il dato più significativo diffuso dall’ambientalista è che il 36% del legname tagliato per la ricostruzione proveniva dai sette distretti alluvionati. L’agenzia per la ricostruzione di Aceh e Nias (Bbr) ha previsto un fabbisogno di 1 milione di metri cubi di legname per la costruzione di 120.000 abitazioni tra il 2005 e il 2009. Lo tsunami del 26 dicembre 2004 provocò ad Aceh circa 170.000 tra morti e dispersi, e 700.000 sfollati.
[BF]
FONTE: MISNA
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