Nessuno più raccoglie
dagli alberi cittadini
i fichi maturi,
nonostante il loro profumo,
nonostante la buccia spaccata
lasci intravedere
il rosso acceso della grana.
Natura sempre più ornamentale.
Natura sempre più estranea.
Cadono con un tonfo
sporcando spaventosamente il selciato.
I loro umori zuccherini
incollano i sandali
dei passanti.
Una volta a terra
finalmente
li vedono
e li evitano
accuratamente,
quasi fossero escrementi.
Nessuno più alza
gli occhi al cielo.
Nessuno più vuole
sporcarsi le mani.
ROSARIO TISO
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