Dai voce al mio afono tormento
e non immagini quanto mi sono care
le tue sentenze che,pronunciate
solennemente nell’alcova del solito locale,
irradiano i miei pensieri
di vibranti stimoli emozionali e poetici.
Sì,è ancora vita,
come solo i tuoi racconti sanno trasmettere
a dispetto di una sedicente aridità.
Nel tuo dire si cela ancora
il fresco dei cieli solcati,
l’odore dei numerosi ricoveri che hanno accolto
il nostro annoso peregrinare,
il riverbero di tesori posseduti e non ancora perduti,
nel ricordo e nella memoria.
Nel buio...
con la luce e la forza di un baleno...
un arcano sortilegio
ci vive
e lottiamo ancora
per un attimo di gioia o di piacere.
ROSARIO TISO
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