Le alte vette
imperturbabili ed eterne
guardano immote
la caducità dell’uomo...
Il mistero della montagna
sempre mi respinge,
come un estraneo.
Sull’erta finale,
alla Madonna delle Sorgenti,
ho letto:“Bibe,viator“.
Ho eseguito docile l’imperativo
per poi ripartire,
tornare verso il basso,
verso l’umanità,
verso il posto che mi spetta...
Il sirèneo richiamo delle acque
sciabordanti nel fondovalle
mi induce ad immergermi...
Cristalline scivolano via,
come l’anima del luogo.
Avella crudele e patrigno,
non potrò penetrare
il tuo arcano segreto.
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore.
Ultimi Articoli
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio
Fausto Lama — “Giovani Bukowski” racconta una generazione tra eccesso e consapevolezza
Rosa Teruzzi premiata al Ceresio in Giallo 2026: una vita tra cronaca nera e detective “fuori dagli schemi”
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale