In questo spazio
mi sarebbe utile
assaporare meglio le tue labbra
luce dei miei occhi.
Vedere
la tua scintilla brillare
mi spoglia di ogni sapere.
Urlare ma non ferire
inebriarmi
della tua rugiada,
luce dei miei occhi.
Danzami addosso
seta bianca
nessun amore
raffigura l’essenza.
In effetti
tutte le intrusioni
si imbellettano
nei tuoi nodi .
Oh , come è dolce
la pena d’amore ,
e come è dolce
il tuo coro.
Il non poter più
abolire il tempo mitico
attaccato dalla luce …
dalla luce dei tuoi occhi...
Affettivamente e simbolicamente
l’indifferente natura
si attenua svanisce,
quasi in sordina.
i contenuti presenti in questa pagina non possono essere replicati senza autorizzazione dell’autore
Tratto dalla raccolta di poesie di Alfredo d’Ecclesia " Poesie quasi amorose”
Ultimi Articoli
Quando l’amore diventa follia: Roberto Valerio porta Goldoni al Teatro Menotti
Corpi in metamorfosi: ALIENA segna i 30 anni di Kataklò al Teatro Carcano di Milano
Maltempo fino a venerdì 30 gennaio — dove sono le allerte e cosa è previsto
La sanità lombarda si prepara alle Olimpiadi – Nasce la Cabina di Regia per Milano‑Cortina 2026
Teatro Colosseo lancia l'Archivio Digitale di 44 anni di storia
Meteo - Cosa aspettarsi fino a mercoledì – Tregua lunedì, poi il vento che fa paura mercoledì
Milano è Memoria — A Linate inaugurata la mostra su Charlotte Salomon nel segno del Giorno della Memoria
Benvenuti a casa Morandi” al Teatro San Babila: una commedia tra ricordi, musica e risate
JEnerational Mentoring presentato a Mi prendo il Mondo – Dialogo tra generazioni a Parma