La bioenergetica

La bioenergetica nasce in America a metà degli anni cinquanta da un allievo di Wilhem Reich che si chiamava Alexander Lowen.

Alla base della bioenergetica c’è la corrispondenza tra mente e corpo e la capacità della mente di plasmare irrigidire trasmutare il corpo alle proprie esigenze. Una tensione muscolare, una postura, un irrigidimento, una determinata maniera di respirare, rappresentano una delimitazione del flusso di energia, generalmente questi blocchi(chiamamoli difensivi) avvengono tra la prima e la seconda infanzia.

Riconoscere questi blocchi è il primo passo verso la conoscenza di se, più una persona è disturbata minore è il contatto con il proprio corpo.
Con esercizi molto semplici si cerca di ristabilire il contatto con il proprio corpo, aumentando e non disperdendo quel flusso energetico, recuperare vitalità e sentirsi pienamente parte di quell’insieme che causa blocchi si è andato a ridurre sempre più giorno dopo giorno.

La fisica quantistica, già nel secolo scorso, ha scoperto che la materia (atomi e molecole) interagisce con la luce in un continuo scambio di energia, i quanti, la luce è fatta di particelle minuscole prive di massa, i fotoni la cui energia determina i quanti della luce stessa.

Le nostre cellule scambiano energia sotto forma di fotoni, lo affermò il biofisico tedesco Fritz -Albert Popp, definendo biofotoni i fotoni senza cui la vita sarebbe impossibile, definendo invece bioenergetici gli effetti di interazione con gli organismi viventi.

Un ridotto apporto di biofotoni porta alla malattia riducendo la polarizzazione cellulare.
I biofotoni si trovano anche nei cibi, sopratutto nei vegetali freschi, spesso questi arrivano nelle nostre tavole gia privati delle loro componenti essenziali(concimazione trattamenti, cottura conservazione, facendo arrivare questi cibi (principi attivi, vitamine) in maniera depotenzializzata per le loro proprietà.

Anche l’inquinamento elettromagnetico è determinante nel farci assorbire i biofotoni, riducendo il nostro livello bioenergetico. A contatto con la natura, invece, con beneficio della nostra salute, e per la vitalità delle nostre cellule possiamo assorbire biofotoni in gran quantità.