I Campi Flegrei

a cura di Duilio Pacifico

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I Campi Flegrei sono chiamato una “caldera in quiescenza “ e, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell’area : si tratta di una vasta depressione che si forma in aree vulcaniche a seguito dell’espulsione di grandi quantità di magma ; lo svuotamento del magma causa il collasso delle rocce per mancanza di sostegno e dà origine alla depressione.

Le due maggiori eruzioni dei Campi Flegrei risalgono a circa cinquanta mila e 15mila anni fa circa hanno dato vita luogo alla deposizione di coltri di prodotti, denominati rispettivamente Inimbrite e Tufo Giallo Napoletano.
Negli anni scorsi ai Campi Flegrei si sono susseguiti tre periodi di intsa attività intervallati fra loro da periodi di riposo durati anni e anni.

L’ultimo di questi periodi di attività , si è concluso tremila anni fa... Nel 1500 si è verificata una nuova eruzione che, pur essendo fra le minori dell’intera storia dei Campi Flegrei, ha interrotto un periodo di quiescenza nel giro di pochi giorni, ha dato origine al cono di Monte Nuovo.

Per uno scenario eruttivo è infatti necessario determinare il tipo di eruzione più probabile, quali la possibilita di apertura di bocche eruttive in zone diverse, che condiziona la potenziale distribuzione dei prodotti sul territorio. Nei Campi Flegrei infatti, l’area di apertura di bocche eruttive è molto forte .

Si prevede comunque che una futura eruzione ai Campi Flegrei possa generare diverse fenomenologie, riassumibili essenzialmente nel lancio di bombe e blocchi di grosse oggeti nella ricaduta di ceneri e lapilli a distanza. Per quanto concerne questo fenomeno occorre considerare che la città di Napoli si trova sottovento percui sarebbe comunque coinvolta DUPA