A rischio di essere tacciati di esterofilia e di voler vedere l’erba del vicino sempre più verde, gli esempi di come e perché si dovrebbe fare una legge continuiamo a vederli, ed in alcuni casi ad invidiarli, in altri Paesi, e non nel nostro. Uno di questi è senza dubbio la Spagna.
Sui temi della bioetica e delle libertà civili i nostri vicini e cugini del Mediterraneo stanno facendo passi da gigante. Come seguendo il manuale del buon legislatore si pongono un obiettivo unico: fare una legge perché possa essere utilizzata al meglio dai cittadini che vi vogliano e/o debbano ricorrere.
I due casi che prendiamo ad esempio sono la riforma della legge nazionale sulla riproduzione medicalmente assistita e quella andalusa sulla ricerca scientifica e la clonazione terapeutica.
Nel primo caso non possiamo che ammirare il principio secondo cui la legge del 1988, modificata alla fine del 2003, è nuovamente all’esame del Parlamento perché aggiornandosi le tecniche e le possibilità offerte dalla scienza, anche le leggi devono adeguarsi. Ecco perché, ad esempio, è utile regolamentare l’accesso alle tecniche di fecondazione in vitro selezionando l’embrione in maniera che sia compatibile con il fratellino malato per salvargli la vita, il cosiddetto "baby designer" o "bebè medicamento". Ma ciò che più invidiamo è il principio per cui la legge viene rivista: per cercare di permettere a tutte le donne che intendono accedere a queste tecniche di fruirne senza distinzione di orientamento sessuale e di stato civile, con un handicap o no, senza sentenziare in merito alle motivazioni che le hanno spinte a farvi ricorso. Esattamente come lo Stato fa, o dovrebbe fare, quando avviene con i metodi "naturali".
Se pensiamo ai dibattiti che hanno segnato la legge italiana e il successivo referendum in materia, è facile vedere la differenza. l’obiettivo era diverso, e dietro alla tutela del concepito come principio reggente del testo, l’affermazione di una morale era manifesta.
Che nella legge spagnola già si anticipi come il trasferimento nucleare e la ricerca con le staminali embrionali siano il futuro della ricerca, è il segnale aggiuntivo per una legge aperta e positiva. E per questo c’è da ringraziare il sistema federale delle autonomie spagnole, che spingono l’amministrazione centrale. l’ariete da sfondamento è ancora una volta l’Andalusia. Lo fu per permettere la ricerca con gli embrioni sovrannumerari, e oggi lo è per la clonazione terapeutica.
Donatella Poretti
Ultimi Articoli
Benvenuti a casa Morandi” al Teatro San Babila: una commedia tra ricordi, musica e risate
JEnerational Mentoring presentato a Mi prendo il Mondo – Dialogo tra generazioni a Parma
Treno di cioccolato record a Palazzo Lombardia – Aperto il 39° piano
Strage Crans-Montana – Dimessi due giovani da Niguarda dopo l'incendio
Strapazzami di coccole Topo Gigio il Musical: una fiaba che parla al cuore
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero
Milano celebra Leonardo — al Castello Sforzesco tre iniziative speciali per le Olimpiadi 2026
Trasporto ferroviario lombardo: 780.000 corse e 205 milioni di passeggeri nel 2025