Un’università integrata nel tessuto urbano dotata di abitazioni per studenti che tengano conto delle loro esigenze di flessibilità e versatilità di tempo e spazio. È questo il comune denominatore dei tre progetti vincitori del concorso Nuove specie di spazi. Dagli studenti una casa per gli studenti promosso dall’Università Bocconi e dall’assessorato allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano e che ha visto protagonisti gli studenti del laboratorio di Design d’interni della Facoltà del Design del Politecnico di Milano sotto la guida dei professori Leonardo Cascitelli e Ida Farè.
Tema del concorso era la trasformazione dell’edificio di viale Bligny 22 ad abitazioni per studenti all’interno del più ampio comparto del campus dell’Università Bocconi. I tre progetti vincitori sono stati premiati oggi in Bocconi da Gianni Verga, assessore allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano, Alberto Seassaro, preside della Facoltà del Design e Giovanni Pavese, consigliere delegato della Bocconi.
“Questa iniziativa”, ha sottolineato l’assessore Gianni Verga, “corrisponde esattamente alle aspettative dell’Amministrazione Comunale. Si sta infatti esprimendo al meglio il rapporto, diventato ormai ufficiale e forte nel panorama dell’edilizia di servizio, tra soggetto pubblico e soggetto privato per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di edilizia per studenti. Il nostro successo è stato quello di ottenere questo riconoscimento anche dalla Regione Lombardia e di poter far partire i piani che vedranno l’apertura dei cantieri in primavera e la loro chiusura nell’arco di 2/3 anni in modo da poter così avere le realizzazioni. Naturalmente le forme di concorso, siano esse promosse dall’Amministrazione, dall’Università o da altri soggetti, oltre a stimolare i nuovi talenti, la ricerca architettonica e la creatività progettuale, costituiscono una garanzia fondamentale per il conseguimento della qualità degli interventi”.
“L’accoglienza degli studenti oltre a essere un problema quantitativo”, ha detto Giovanni Pavese, “è anche un problema qualitativo. La Bocconi è da sempre impegnata a migliorare la sua offerta abitativa. Sul fronte dei numeri, agli attuali 1.105 posti letto, ovvero un terzo di quelli disponibili oggi a Milano, entro il 2007 si aggiungeranno, grazie alla convenzione con il Comune, i 331 della nuova residenza di via Ripamonti 88. Ma il nostro obiettivo è di raggiungere entro i prossimi cinque anni la quota di 2.067 posti”.
In occasione del concorso Bocconi e Politecnico hanno voluto ragionare non sulla quantità ma sulla qualità degli spazi. Gli studenti dovevano lavorare intorno all’idea di una università integrata nel tessuto urbano, collettore e diffusore di cultura secondo un’antica tradizione italiana ed europea. Il caso-studio di viale Bligny 22 è stato quindi il campo sul quale sperimentare i temi di progettazione per un edificio che vuole porsi in relazione sia con la vita del campus universitario sia con la vita del quartiere. L’Università Bocconi, grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano, sperimenta così un modello di abitazione diverso dai più classici sistema collegio e sistema appartamento. I progetti elaborati dagli studenti del Laboratorio di design hanno preso infatti in considerazione le esigenze della comunità studentesca e i nuovi modi di abitare sempre più caratterizzati dalla mobilità e dalla mescolanza delle dimensioni del pubblico e del privato. Temi che! si ritrovano nei tre progetti vincitori intitolati: Geometrie variabili, Bicasa a soglie volubili e Fra tempi.
Ogni progetto è stato premiato con 500 euro. Inoltre ai 10 studenti autori dei tre lavori viene offerta la possibilità di compiere un’esperienza di stage presso Progetto CMR, società di architettura, diretta dall’architetto Massimo Roj, responsabile della direzione generale dei lavori del cantiere della nuova Università Bocconi.
In allegato le schede dei progetti vincitori
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