Egregio dott. Gubitosi
Non so se è stato informato dal Suo Ufficio stampa ma alcuni giorni orsono Le ho inviato una circostanziata missiva che è stata anche mutuata e fatta propria da moltissimi altri cittadini italiani. Lettera resa nota alle centinaia di migliaia di italiani attivi su FB e che come me hanno a cuore la sorte dei due Sottufficiali della Marina Militare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, indebitamente prigionieri dell’India da 10 mesi.
Nella lettera lamentavo una certa disattenzione comunicativa dell’organo di informazione pubblica, la RAI, per la vicenda specifica che tale fino ad oggi è rimasta, per cui torno a rinnovarLe l’invito a rivolgere l’attenzione su questa che io mi permetto di giudicare una grossa carenza comunicativa.
Un interesse che poi mi sembra di capire che rientri nelle Sue scelte gestionali come riportato oggi a pag 8 del quotidiano Il Giornale laddove viene affermato ??..Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi avrebbe scritto ad Antonio Di Bella, direttore uscente di Raitre, invitando gli autori di Che tempo che fa a un maggior rispetto e a evitare gli eccessi. Del resto Gubitosi ha invocato rigore a viale Mazzini, non solo nei conti, e indicato come modello il megaflop Se una farfalla batte le ali , ovvero le lezioni di economia tenute da Giuliano Amato. Un mortorio che riflette un'idea della tv lontanissima da quella di «Lucianina». In nome del rigore, la Rai dei tecnici ha licenziato un cronista per una freddura offensiva sui tifosi del Napoli; ha criticato Unomattina in cui alcuni servizi giornalistici sconfinavano nel favore agli amici; ha espresso dubbi sul conduttore- rocker de L’ultima parola Gianluigi Paragone, giudicato troppo ribelle per via dell’orecchino???.
Noto, quindi, un'attenta interpretazione da parte Sua delle attribuzioni di Direttore Generale che sarebbe ancora più condivisibile se estesa anche a sollecitare una maggiore informazioni su fatti di rilevanza nazionali come la prigionia arbitraria di due militari italiani arrestati durante l’esercizio delle loro funzioni istituzionali.
La mia richiesta non ha avuto seguito né tantomeno ho ricevuto risposta alcuna, per cui la reitero anche a nome di coloro che sono inscritti ai due gruppi del social network Facebook di cui sono amministratore (' Rete di cittadini liberi', 13002 inscritti e 'Riportiamo a casa i due militari prigionieri, 1324 inscritti ) e Le chiedo cortesi delucidazioni sui motivi di quanto lamentato.
Spero che nella circostanza anche questa mia interlocuzione epistolare non venga disattesa come la prima. Un auspicio che mi deriva da due convinzioni. La prima formale e connessa allo status della RAI, Televisione di Stato finanziata anche con fondi pubblici, che dovrebbe a mio modestissimo parere imporre all’Azienda i vincoli di cui alla Legge 241/90 per quanto attiene alla garanzia di trasparenza nei rapporti fra l’Amministrazione Pubblica ed i cittadini. La seconda certezza che nella vita ho sempre considerato che 'rispondere non è un obbligo ma una cortesia'.
RingraziandoLa per l’attenzione
Le porgo distinti saluti. Gen. Brig. (ris)
Dott. Fernando Termentini, mail@fernandotermentini.ii.
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