Era ricercato da oltre due anni, Giuseppe Pacilli, 39 anni, inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del ministero dell’Interno.
Stanotte, durante un’operazione compiuta dalle Squadre mobili di Foggia e Bari, dai poliziotti del Servizio centrale operativo e del commissariato di Manfredonia, il criminale è stato arrestato in una zona montagnosa del Gargano.
Gli agenti lo hanno trovato con una pistola calibro 9 e con due caricatori. Aveva inoltre 5 mila euro in contanti. Si nascondeva in un casolare nella frazione di Rozzano, alla periferia di Monte Sant’Angelo (Foggia). Pacilli non ha avuto il tempo di reagire perché i poliziotti lo hanno immediatamente bloccato.
Giuseppe Pacilli, detto “Peppe u’ montanar“, era evaso dagli arresti domiciliari nel 2008 dopo essere stato condannato ad una pena di 11 anni. Accusato di associazione mafiosa ed estorsione, l’arrestato è considerato l’elemento di vertice della cosca Libergolis, potente famiglia coinvolta nella faida del Gargano contro il clan Romito; una guerra iniziata per questioni di abigeato e poi trasformatasi in una lotta per il controllo del territorio.
Giuseppe Pacilli era il braccio destro del boss Franco Libergolis, catturato lo scorso anno dopo un periodo di latitanza. Dopo l’arresto del capo del clan, Pacilli aveva assunto, via via, un ruolo di leader all’interno del clan; gestiva il settore delle estorsioni che colpivano pesantemente le piccole e medi imprese dell’area garganica.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni si è congratulato con il capo della Polizia per aver assicurato alla giustizia questo pericoloso latitante. I complimenti da parte del Ministro sono stati estesi a tutti i poliziotti che hanno compiuto l’operazione.
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