Strategia nazionale per la biodiversità

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Dal 20 al 22 maggio 2010 si è svolta a Roma, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza“, la Conferenza nazionale per la biodiversità .

Organizzata dal Ministero per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare, la conferenza ha lo scopo di fare il punto sulla situazione della diversità biologica in Italia, evidenziare esigenze, indicare proposte.

Preceduta da una ampia consultazione fra i diversi attori istituzionali, sociali ed economici interessati, l’evento rappresenta una tappa fondamentale di un percorso condiviso e partecipato per la definizione della Strategia nazionale per la biodiversità . La necessità di elaborare una strategia nazionale in tema di biodiversità è prevista dalla Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica (art.6) che prevede, per gli Stati contraenti, la messa in atto di strategie, piani o programmi nazionali volti a garantire la conservazione e l’utilizzazione durevole della diversità biologica.

La strategia europea

Nel dicembre 2006, dopo un lungo processo di verifica e revisione che ha coinvolto anche i principali attori interessati, l’Unione Europea ha adottato la sua nuova Strategia per arrestare la perdita di biodiversità , con il titolo: “Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 e oltre. Sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano”. La nuova Strategia comunitaria è basata su quattro temi principali nell’ambito dei quali sono definiti 10 obiettivi specifici da raggiungere mediante 150 azioni e altri provvedimenti. Tali obiettivi emergono dagli obblighi specifici che incombono sull’Unione Europea e sui singoli Stati membri in virtù della Convenzione. Con questa nuova Strategia il Consiglio europeo sollecitava inoltre gli Stati membri della UE a rafforzare ulteriormente l’integrazione degli obiettivi relativi alla biodiversità ed ai servizi ecosistemici in politiche e programmi di tutti i settori pertinenti.

La Carta di Siracusa

La “Carta di Siracusa per la Biodiversità ”, sottoscritta dai Paesi presenti al G8 Ambiente del 2009, ha riaffermato ”il ruolo chiave della biodiversità e dei servizi ecosistemici per il benessere umano e per il raggiungimento dei Millenium Development Goals ”€œObiettivi di sviluppo del millennio”. La “Carta di Siracusa” fa riferimento ai tre temi oggi all’ordine del giorno nel dibattito internazionale sulla conservazione della biodiversità :

il mantenimento e la valutazione economica dei servizi degli ecosistemi
le relazioni tra cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità
il rapporto tra economia " business e conservazione della biodiversità .
Verso la Strategia nazionale

In questo contesto internazionale il Ministero dell’Ambiente ha presentato ufficialmente, il 13 aprile 2010, agli altri Ministeri, alle Regioni e alle Aree Naturali Protette, la bozza della Strategia Nazionale per la Biodiversità , come documento preliminare su cui avviare il processo di condivisione.

fonte: cnbitalia.org

Le tematiche cardine della strategia nazionale

La Strategia, conferma l’impegno nazionale per il raggiungimento dell’obiettivo di fermare la perdita di biodiversità , e si pone come strumento di integrazione della biodiversità nelle politiche nazionali, riconoscendo la necessità di mantenerne e rafforzarne la conservazione e l’uso sostenibile in quanto elemento essenziale per il benessere umano.

Per il suo conseguimento la Strategia nazionale è stata articolata intorno a tre tematiche cardine, che sono state dibattute nel corso della Conferenza:

Biodiversità e servizi ecosistemici
Massimizzare la salvaguardia e il recupero della biodiversità e dei servizi ecosistemici al fine di garantirne il ruolo chiave per la vita sulla Terra e il benessere umano.

Biodiversità e cambiamenti climatici
Favorire l’adattamento delle specie e degli ecosistemi naturali e semi-naturali ai cambiamenti climatici e adottare le opportune misure di mitigazione per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità e sul benessere umano.

Biodiversità e politiche economiche
Integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore rafforzando la comprensione dei benefici derivanti dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici e la consapevolezza dei costi della loro perdita.