Milano: “E’ una proposta di civiltà e di giustizia, porterò in Giunta una delibera per venire incontro alle richieste degli inquilini”. Lo ha annunciato oggi l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli al convegno “Edilizia economica popolare: nuove regole di rivendita” che si è svolto a Palazzo Castiglioni.
Nel suo intervento l’assessore Masseroli si è schierato a favore delle istanze dei proprietari di abitazioni di edilizia popolare che oggi sarebbero costretti a rivendere i loro alloggi a quotazioni di mercato inferiori rispetto alle condizioni di acquisto. La causa è legata alla sproporzione fra le rivalutazioni Istat e la caduta dei prezzi degli immobili.
Una famiglia che avesse acquistato 10 anni fa un appartamento costruito secondo i piani di edilizia economica popolare nel quartiere di Baggio, ad esempio, lo avrebbe pagato quasi 100mila euro rispetto agli oltre 150mila del valore di mercato. La stessa famiglia, se oggi volesse rivenderlo, dovrebbe farlo rispettando i parametri della convenzione e non potrebbe incassare più di 120mila euro. Una cifra decisamente inferiore a quella del mercato che, per un appartamento di quel tipo, supera i 300mila euro. Una differenza che spesso genera fenomeni di rivendita con lati oscuri.
Per stabilire le regole che impediscano speculazioni o atteggiamenti poco chiari, il CIMEP (Consorzio intercomunale milanese per l’edilizia economica e popolare al quale aderiscono il Comune di Milano e altri 78 Comuni della provincia), il Consiglio Notarile di Milano, la FIMAA Milano (il Collegio degli agenti d’affari e d’intermediazione, aderente all’Unione del Commercio) e l’OSMI (Organizzazione Servizi per il Mercato Immobiliare, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano) hanno avviato un confronto sul tema dell’edilizia economica popolare.
Attualmente a Milano e provincia l’edilizia economica e popolare interessa una percentuale di abitazioni tra il 25 e 30%, con una stima di circa 140mila appartamenti, più o meno il numero di abitazioni di una città delle dimensioni di Bologna. L’assessore Masseroli ha confermato l’interesse del Comune ad associarsi all’iniziativa del Cimep di mantenere costante nel tempo la differenza tra prezzo di mercato e prezzo imposto, prevedendo un avvicinamento graduale al prezzo di mercato in prossimità della scadenza dei vincoli. In sostanza: prima si rivende l’alloggio, maggiore sarà la differenza tra prezzo di vendita e valutazione di mercato. Questo criterio, già in applicazione per le nuove convenzioni, porterà vantaggi a medio termine e verrà adottato anche per le situazioni regolate da convenzioni precedenti. Per stabilire sia i nuovi parametri sia quelli per le convenzioni vecchie di 30 anni, ci si avvale dei listini prezzi messi a disposizione dall’archivio di FIMAA Milano, andando così incontro alla domanda di correttezza e trasparenza per questo settore del mercato immobiliare.
Nella Foto un esempio di calcolo del prezzo di rivendita di un alloggio di edilizia popolare
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