CITTA' DEL VATICANO (VIS). Di ritorno da Albano, dove ha celebrato la Santa Messa, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato a mezzogiorno al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.
“Cari fratelli e sorelle, forse ricorderete che quando, nel giorno della mia elezione, mi rivolsi alla folla in Piazza San Pietro, mi venne spontaneo presentarmi come un operaio della vigna del Signore. Ebbene, nel Vangelo di oggi (cfr Mt 20,1-16a), Gesù racconta proprio la parabola del padrone della vigna che a diverse ore del giorno chiama operai a lavorare nella sua vigna. E alla sera dà a tutti la stessa paga, un denaro, suscitando la protesta di quelli della prima ora”.
“ɰ chiaro che quel denaro rappresenta la vita eterna, dono che Dio riserva a tutti” - - ha spiegato il Pontefice - “Anzi, proprio quelli che sono considerati ’ultimi’, se lo accettano, diventano ’primi’, mentre i ’primi’ possono rischiare di finire ’ultimi’. Un primo messaggio di questa parabola sta nel fatto stesso che il padrone non tollera, per così dire, la disoccupazione: vuole che tutti siano impegnati nella sua vigna. E in realtà l’essere chiamati è già la prima ricompensa: poter lavorare nella vigna del Signore, mettersi al suo servizio, collaborare alla sua opera, costituisce di per sè un premio inestimabile, che ripaga di ogni fatica. Ma lo capisce solo chi ama il Signore e il suo Regno; chi invece lavora unicamente per la paga non si accorgerà mai del valore di questo inestimabile tesoro”.
“A narrare la parabola è San Matteo, apostolo ed evangelista, di cui tra l’altro ricorre proprio oggi la festa liturgica” - ha ricordato il Papa - “Mi piace sottolineare che Matteo, in prima persona, ha vissuto questa esperienza (cfr Mt 9,9). Egli infatti, prima che Gesù lo chiamasse, faceva di mestiere il pubblicano e perciò era considerato pubblico peccatore, escluso dalla ’vigna del Signore’. Ma tutto cambia quando Gesù, passando accanto al suo banco delle imposte, lo guarda e gli dice: ’Seguimi. Matteo si alzò e lo seguì. Da pubblicano diventò immediatamente discepolo di Cristo. Da ’ultimo’ si trovò ’primo’", grazie alla logica di Dio, che - per nostra fortuna! - è diversa da quella del mondo”.
“Anche san Paolo, del quale stiamo celebrando un particolare Anno giubilare, ha sperimentato la gioia di sentirsi chiamato dal Signore a lavorare nella sua vigna. E quanto lavoro ha compiuto! Ma, come egli stesso confessa, è stata la grazia di Dio a operare in lui, quella grazia che da persecutore della Chiesa lo trasformò in apostolo delle genti. Tanto da fargli dire: ’Per me vivere è Cristo e il morire un guadagno’".
“La Vergine Maria” - ha concluso il Pontefice - “è tralcio perfetto della vigna del Signore. Da lei è germogliato il frutto benedetto dell’amore divino: Gesù, nostro Salvatore”.
ANG/VOCAZIONE/... VIS 080922 (480)
Ultimi Articoli
Castelnuovo del Garda, MusicalBrolo inaugura con Chiara Luppi e chiude con Ottovolante
Triennale Milano, nuove linee strategiche e comitato scientifico per il quadriennio 2026-2030
Gilsons e Selton in concerto il 15 luglio al Festival di Villa Arconati, inizio alle 21.
Lunedì 13 luglio 2026, Pino Daniele, il docufilm
Locate Varesino, inaugurato il sottopasso: eliminato il passaggio a livello di via Alle Valli
Nomina di Laura Peter alla guida del settore Brevetti e Tecnologia del WIPO
ZTL Isola, il Comune amplia accessi e deroghe dopo il confronto con residenti e imprese
PMI e Intelligenza Artificiale, il nodo è il metodo: senza regole l’innovazione resta apparente
San Siro, debutto con Sfera Ebbasta: parcheggio bici gratuito e custodito per i concerti di luglio