Nel proprio giardino

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Pian pianino sta prendendo corpo quel progetto che la mente... oscuramente... aveva adombrato sin dall’ingresso di un “computer“ in casa mia(... per mano di mio fratello... come regalo per la prima comunione di mia figlia... ). Allora intuii che, più che allargare gli orizzonti, conoscere nuova gente, avventurarsi in chissà quali imprese, la “macchina“ avrebbe servito il crescente bisogno di sondare il mio sottosuolo, di approfondire il già noto, il già conosciuto, per raccogliere messi sempre più abbondanti dal mio campo interiore.

Trovo esaltante relazionarmi meglio, più rapidamente e compiutamente, con persone che... a diverso titolo... fanno già parte del mio patrimonio intellettuale e spirituale.

Perché... ne sono convinto... i tesori non vanno cercati altrove,
con mappe dal contenuto esoterico,
ma semplicemente disotterrati nel proprio giardino.

Al netto della reciprocità. Che non è richiesta, né necessaria.
Nella massima libertà d’espressione.
Fino a scoprire che la verità della vita sta nell’osservazione e nella memoria.
Altrimenti tutto si limita a passare...

Quanti si ritengono paladini della poesia da sempre proprendono per un’alimentazione costante ed appassionata della “vis“ poetica nel mondo.

Da sempre fanno da apripista nella giungla inestricabile dell’indifferenza e costruiscono ponti fra la terra e il cielo.
Incredibilmente il computer, freddo e arido elettrodomestico,
favorisce il dilagare delle maree dello spirito.

Anche attraverso una e-mail o facebook si può imprimere alle proprie passioni un salto di qualità.
La modernità è in perfetta sintonia con la melodia che promana dalle arcane fonti della vita.

ROSARIO TISO
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