Ho sempre amato “La Consolazione“,ex-convento,ex carcere minorile ...e non so più cos’altro nella sua secolare storia,che campeggia maestosa a quattro Km. da Deliceto(Fg),insistendo sulla stessa piana,in posizione isolata e privilegiata.
E’ stato un luogo che ha,per qualche anno almeno,occupato la mia mente e caratterizzato la mia vita.
Lì ho vissuto esperienze mai sperimentate altrove.
Un amico prete,Padre Antonio, un “religioso“ con la vocazione della comunità,me ne ha dischiuso le porte e i segreti.
Un bel giorno decise(...mosso da chissà quali venti dello spirito!)di far rivivere quel posto-chiave della mitologia “redentorista“(ordine a cui apparteneva...).
Alla “Consolazione“ le presenze di Sant’Alfonso e San Gerardo sono palpabili e l’eco delle gesta ivi compiute non ancora sopita.
Al suo seguito,con alcuni amici,condividemmo quell“avventura“....
L’edificio era in uno stato di totale abbandono.Non c’era quasi acqua potabile,i servizi non funzionavano...solo lunghe teorie di corridoi e stanzoni costipati di letti a castello rugginosi,invasi da ragnatele ed abitati da organismi di ogni sorta,dallo sporco stantìo,dalla polvere e dalla devastazione di suppellettili ed arredi.
Qua e là tracce di antichi fasti,come un ambiente affrescato e forse adibito a teatro,o la chiesetta colma di preziosità artistiche.
Liberammo la cripta dalla terra che la occludeva e opprimeva pressoché a mani nude,per riportare alla luce le ossa dei monaci che vi erano stati tumulati.
E,all’esterno,il fascino della grotta del beato Felice,segno di certa vocazione eremitica del sito.
Quante veglie e camminate notturne sotto la luna;quanti “deserti“ nei boschi circostanti e silenti;quanti scenari crepuscolari punteggiati di lucciole.
Anche i pasti frugali consumati in una tensione mistica,le pittoresche colazioni fatte con latte appena munto e gli spuntini con le primizie dell’orto contribuivano al fascino di quel luogo senza tempo.
E poi la preghiera,i giochi,i vagheggiamenti della mia giovane età.
Devo a quel luogo incantato un brandello del mio destino.
A sera...a volte...mi capita di sentirne ancora l’alito nel vento.
ROSARIO TISO
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