Mi manca la voce del vento, il profumo del bosco, orizzonti infiniti su cui insistere con lo sguardo-acuto-profondo degli occhi e dell’anima.
Troppo anguste le prospettive di città, spicchi di azzurro fra antenne che bucano il cielo, sentieri d’asfalto che conducono ad altre strade, ad uno slargo,ad un cortile, al cospetto di innumerevoli quinte di palazzi.
Mi manca l’aria pura,i suoni primari, luci ed ombre nette-essenziali, silenzi arcani che consentono di ascoltare le voci di dentro.
Vivo nel caos fra la gente,mani che gesticolano...voci concitate,rumorosa e inutile.
Ho un potenziale d’amore e voglia di dare che non interessa a nessuno e che avvizzisce dentro di me.Ogni tanto per dargli sfogo compiutamente ricorro all’immaginazione e creo nuovi mondi che durano giusto il tempo sufficiente a ridare fiato alla speranza.
Sono stanco di cercare l’uomo nel prossimo che mi passa accanto.
E adoperarmi socraticamente a risvegliarne i sentimenti forti ... amore, amicizia... che si tengono solitamente come bicchieri di cristallo in una credenza, senza nemmeno l’intenzione di qualsivoglia utilizzo.
Tiriamo fuori i nostri servizi buoni.
Usiamoli.Rischiamone l’usura.Rompiamoli...
ma non lasciamoli brillare nel sottosuolo come un inutile tesoro racchiuso in un forziere e nascosto in una nave che giace sul fondo del mare.
Amiamo..
prima che sia troppo tardi.
Prima che l’oblio ci renda totalmente dimentichi di questa facoltà che per la sua consistenza spirituale è un refolo di vento sottile e fragrante a fronte dell’uragano della vita quotidiana concreta e materiale.
Se esiste l’Amore...
e la questione è per tanti tuttora irrisolta...
vale un sicero abbandono.
ROSARIO TISO
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