Paolo Savona, Vincenzo Visco, Davide Monti presentano il volume di Pino Arlacchi. Modera Eugenio Occorsio - Martedì 15 gennaio, ore 13,00 Libreria La Feltrinelli International Via Vittorio Emanuele Orlando, 84/86, 00185 Roma
"Ecco la minaccia più grave che incombe sul pianeta: l’attuale sistema finanziario ultraglobalizzato, che deprime la crescita economica, aumenta la disuguaglianza, impoverisce la gente, diffonde insicurezza e paura del futuro". Ne è convinto Pino Arlacchi, sociologo e politico, considerato una delle massime autorità mondiali in tema di sicurezza umana. Amico e collaboratore dei giudici Chinnici, Falcone e Borsellino è stato presidente onorario della Fondazione Falcone e tra i maggiori architetti della strategia antimafia italiana negli anni Novanta del XX secolo. Arlacchi ci presenta il suo ultimo libro, "I padroni della finanza mondiale".
Secondo il sociologo, "lo strapotere che ci minaccia è quello di una oligarchia finanziaria che è la principale causa della stagnazione economica, della stagnazione dei redditi individuali e della grande crisi del capitalismo industriale". "Le grandi imprese industriali sono state costrette a trasformarsi in banche, per il fatto che i profitti si fanno solo nel settore finanziario. Una grande impresa - sottolinea - quando ha realizzato il 2% o il 3% dei profitti si ritiene in buona salute.
Le imprese che vendono automobili per esempio, non fanno profitti dal vendere automobili ma dal vendere i prestiti con cui la gente acquista l'automobile. Un fatto questo negativo perché - osserva Arlacchi - ha scoraggiato gli investimenti e la crescita". "La ragione del perché in Italia i redditi ristagnano da 40 anni è da ricondursi al fatto che non ci sono più investimenti produttivi".E sui movimenti populisti che "combattono i padroni della finanza mondiale" "Sono un contro movimento potente di tutta la società, sono di destra, sono di centro, sono di sinistra, ma sono accumunati dal profondo disagio nel non vedere crescere le proprie aspettative e i propri redditi.
Concludendo secondo il sociologo, "all’orizzonte ci sono il declino dell’Occidente dominato dal capitale finanziario, il tramonto incruento della tutela americana e un ordine mondiale multipolare più pacifico e progressivo".
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