Il decreto sul diritto all’istruzione e alla formazione obbligatoria per tutti fino a 18 anni, in particolare, costituisce una tappa storica nel processo educativo del Paese dopo l’innalzamento dell’età dell’obbligo a 14 anni, stabilito nel 1962, e a 15 in seguito.
Il provvedimento, predisposto in attuazione della delega al Governo conferita dall’articolo 1, commi 1 e 2 e dall’articolo 7 della legge n. 53/2003, disciplina il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione di ciascuna persona, a partire dal primo anno della scuola primaria, per il raggiungimento del pieno successo formativo.
La legge n. 53/2003 prevede, infatti, che sia assicurato a tutti il diritto all’istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età .
Tale diritto si realizza nel primo ciclo del sistema dell’istruzione (scuola primaria + scuola secondaria di primo grado) e nel secondo ciclo (licei + istruzione e formazione professionale).
Il Consiglio dei Ministri del 21 maggio scorso, come abbiamo detto, ha approvato in via preliminare anche il decreto legislativo che disciplina la possibilità , per gli studenti cha abbiano compiuto il 15° anno di età , di realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro.
Questo percorso formativo viene attuato sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica e formativa per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, di sperimentare le proprie vocazioni e attitudini ai fini di una scelta più consapevole rispetto ai percorsi successivi.
Questo strumento, che estende e mette a sistema le migliori esperienze già acquisite dalle scuole (terza area dell’istruzione professionale, iniziative sperimentali nell’istruzione tecnica), consentirà ai ragazzi di acquisire, oltre alle conoscenze di base, anche le competenze spendibili sul mercato del lavoro.
La Riforma della scuola, ricordiamo, era stata approvata dal Parlamento il 12 marzo 2003. La legge n.53 del 28 marzo 2003 contenente delega al Governo per riorganizzare il "sistema istruzione" nel nostro Paese, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 2 aprile 2003 è entrata in vigore il 17 aprile 2003.
La prima attuazione della riforma è contenuta nel decreto legislativo approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri del 23 gennaio 2004, dopo il parere favorevole delle regioni, degli Enti locali e delle Commissioni parlamentari.
Con l’approvazione del 23 gennaio si conclude dunque l’iter del provvedimento, iniziato con la deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 settembre 2003, concernente il primo modulo dell’attuazione della "riforma Moratti", relativa al funzionamento della scuola dell’infanzia (triennale) e del primo ciclo dell’istruzione: scuola primaria (quinquennale) e scuola secondaria di primo grado (triennale).
Nel Consiglio dei ministri del 12 settembre 2003, contestualmente al via al decreto legislativo, era stato varato anche un piano di investimenti per complessivi 8320 milioni di euro da destinare alla riforma della scuola di primo grado. La riforma della scuola si arricchisce così nel vero senso della parola.
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