Milano - Un grande blocco di poliuretano, rivestito in poliestere, alto 2 metri, lungo 7 con due lunghe ali rialzate e con al suo interno profondi solchi che tracciano circonvallazioni, quartieri, parchi e strade: è la scultura che sarà esposta alla prossima Biennale di Venezia, in programma dal 14 settembre al 23 novembre, per rappresentare le trasformazioni urbanistiche che interesseranno Milano nel prossimo futuro.
“E’ la prima volta che Milano viene ospitata alla Biennale di Architettura di Venezia”, ha commentato l’assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli.
“Il palcoscenico proposto dal direttore Aaron Betsky " ha aggiunto Masseroli " diventerà il luogo dove si potranno leggere le basi di lavoro del nuovo Piano di Governo del Territorio, ovvero dello studio che ripenserà , dopo anni di disordine, allo spazio urbano di Milano all’insegna dell’ambiente, dei servizi e delle infrastrutture e che ci consentirà di consegnare una città con 30 metri quadri di verde per abitante”.
Con l’opera esposta a Venezia, dal titolo ’Equlibrio dinamico della città in divenire’, lo scultore Giampietro Carlesso ha dato forma ai mutamenti urbanistici previsti nel Piano di Governo del territorio. Dopo il 23 novembre, quando la mostra avrà chiuso i battenti, la scultura sarà esposta a Milano.
Ultimi Articoli
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
“È intelligente… ma non studia!”: ridere, ricordare, crescere
Italia–Giappone: Vincenza Palmieri porta lo Specialista della Famiglia al Paese del Sol Levante — la rete dei Diritti Umani si allarga
Bruno Mars accende Las Vegas — The Romantic Tour debutta con sold-out e la città gli intitola una strada
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio