TORINO, La nuova, spettacolare mostra di Vittorio Sgarbi alla Palazzina di Caccia di Stupinigi a Torino
La Palazzina di Caccia di Stupinigi di Torino è ancora una volta sede di un grande evento culturale, un’esposizione spettacolare e inedita, dal titolo “Il Male. Esercizi di pittura crudele”.
La mostra aprirà al pubblico il 26 febbraio 2005, promossa dalla Regione Piemonte, dal Comune di Torino e dalla Fondazione Torino Musei, ideata e curata da Vittorio Sgarbi e dal coordinatore generale Gilberto Algranti.
La produzione e la realizzazione è a cura di Tekne Associazione Culturale.
Per diverse ragioni, si tratta di un evento notevole e unico: sono esposte 180 opere - da Beato Angelico a grandi nomi del Novecento come Balthus e Schiele sino ai contemporanei come Music e Kokocinski - che testimoniano la presenza nell’arte europea del Male in tutte le sue diverse manifestazioni: come dolore fisico, quotidiano o straordinario qual è quello dei martirii e delle uccisioni sadiche; come mistero, nelle sue manifestazioni mostruose o legate a un destino di morte; come peccato, in una religiosa prospettiva di punizione ed espiazione. Una sezione particolare è destinata al concetto del Male come tratto fisiognomico in una galleria di ritratti di personaggi malvagi, sfigurati, deformi, condannati a morte o dalla damnatio memoriae.
La rappresentazione del male è sempre inquietante. Ne fanno prova i graffi sulle predelle scorticate dalle mani dei fedeli nelle chiese, che in epoche più oscure e istintive tentavano di cancellare la presenza del maligno e l’elemento demoniaco. È da questo sentimento che muove l’idea della mostra che attraverso i secoli cerca nella pittura il lato negativo e devastato dell’animo umano, le tracce esplicite o inconsce lasciate da crudeltà , sadismo, paura, invidia, vendetta, angoscia.
Dal Male come categoria religiosa legata al concetto del peccato e della punizione, dalle figurazioni medioevali che suggestionavano e impaurivano il devoto, fino alle angosce dell’uomo contemporaneo, la via percorsa è lunghissima e l’obiettivo di questa mostra è di darne una vasta rappresentazione. Il percorso si snoda attraverso le figure di demoni e mostri dell’immaginario carnale medioevale, percorre le strade delle contraddizioni dell’individuo e del senso della morte e della caducità della vita espressa nelle teste mozze delle Vanitas; racconta le efferatezze dei carnefici che strappano pelle, denti, occhi e seni a sante e martiri della fede, espone il tormento interiore del dolore psicologico.
La mostra individua negli anni di Antonello da Messina il punto di partenza della rappresentazione del Male nell’uomo, quando nell’arte, al principio del Quattrocento, irrompe l’individuo con le sue debolezze: proprio sul ritratto di Antonello da Messina del Museo Mandralisca di Cefalù, come per uno sfogo irrazionale e incontrollabile, si è scaricata l’ira di un nemico misterioso che lo ha insistentemente sfregiato. A luce radente, il dipinto appare attraversato da impietosi graffi, che ne hanno lacerato la superficie. L’autore dell’aggressione è più che un vandalo: un duellante, un antagonista forse un esorcista, che vedeva in quel volto il Male. Anche nell’altro anonimo ma individuatissimo ritratto di Antonello in Palazzo Madama, a Torino, si legge la furbizia, l’inganno, l’inclinazione alla frode, che ne fanno, ancor più, un modello negativo.
Il Male dell’epoca precedente ad Antonello si manifestava ancora in uno scenario medievale, in un immaginario infernale popolato da mostri, demoni, dannati e peccatori, ma dove l’uomo reale è assente. Hieronymus Bosch e Antonello, ciascuno a suo modo, trasportano il Male nella vita quotidiana.
L’esposizione torinese intende far affiorare i sintomi e le manifestazioni di questa atmosfera stregata e affascinante, spesso rimossa, fatta di turbamenti e peccati, in una rassegna di opere pertinenti e di straordinari capolavori. Tra le testimonianze di questo spirito spiccano, nel Quattrocento, dipinti di Giovanni Bellini, Beato Angelico e Taddeo di Bartolo; nel Cinquecento le opere di Tiziano, Lorenzo Lotto, Annibale e Agostino Carracci, Bartolomeo Passerotti; nel Seicento i capolavori di Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Jusepe de Ribera, Pietro Paolini, Domenico Fetti, Bernardo Strozzi, Giuseppe Vermiglio, Tanzio da Varallo, Salvator Rosa, Mattia Preti e la straordinaria Medusa di Rubens; nel Settecento i dipinti di Ghezzi, Magnasco, Ricci, Gandolfi, Füssli, Bonomini, Frà Galgario. Tra le opere che rappresentano il Male nell’arte dell’Ottocento emergono i capolavori di William Blake. Il Novecento, secolo di Freud, età della proiezione di incubi e sogni, era dell’interpretazione di ansie ed inquietudini, è rispecchiato in opere di grandi maestri come Wildt, Viani, Sironi, Pirandello, Bacon, Munch, Balthus ed Andy Warhol, ma anche di maestri meno conosciuti, come Baccarini, Boncinelli e Ferrazzi. Dal Novecento giungiamo ai contemporanei con Music, Ferroni, Kokocinski, Sughi, Bottoni, Schmidlin, Martinelli e Margherita Manzelli.
Per l’occhio contemporaneo, però, il concetto del Male e le sue inquietanti manifestazioni evocano altri strumenti di comunicazione che non siano solo la pittura. Una seconda parte della mostra, complementare alla sezione pittorica, si svolge presso il Museo Nazionale del Cinema della Mole Antonelliana di Torino, istituzione unica nel suo genere in Italia e tra le più importanti in Europa. Questa seconda sezione propone esempi della cinematografia legata agli stessi concetti del Male, considerando che l’immaginario popolare del Novecento è passato attraverso il cinema ancor più che sulla tela. In questa prospettiva Vittorio Sgarbi ha progettato una prosecuzione della mostra che contempla la fotografia e il fumetto, oltre al cinema, prendendo in considerazione le forme d’arte più vicine alla sensibilità e alla percezione dell’uomo contemporaneo. Alleghiamo una scheda sulle tre sezioni collaterali.
La mostra vuole dunque proporsi come una grande retrospettiva sul Male, ponendoci dinnanzi, da un lato, alle eterne paure inconsce; dall’altro, alle efferatezze, alle ambiguità e alle dicotomie del nostro passato di uomini.
Un intenso viaggio nella parte oscura dell’animo umano. (D.K)
DOVE:
SPAZIO ESPOSITIVO MOSTRE
Palazzina di Caccia di Stupinigi
Piazza Principe Amedeo - 10040- Stupinigi (Torino)
Tel. 0113581220
Fax. 0113582580
La mostra è vietata ai minori di 14 anni non accompagnati da un adulto
Come arrivare alla Palazzina di Caccia di Stupinigi
In auto
Utilizzando la rete autostradale:
- tutte le autostrade che raggiungono Torino confluiscono nella tangenziale che cinge la città ; percorrendo la tangenziale Torino Sud, esistono due svincoli: uscita Debouchè e uscita Stupinigi, che consentono di raggiungere Nichelino in breve tempo.
Percorrendo la rete stradale ordinaria:
- arrivando da nord:
arrivando dalla Francia ( Frejus o Montgenevre ), dalla Val Susa o da Rivoli, immettersi sulla tangenziale Sud uscita Debouchè o uscita Stupinigi.
- arrivando da sud:
percorrere la strada statale 23 (Torino-Pinerolo), Nichelino si trova a pochi chilometri da Stupinigi. È inoltre possibile raggiungere Nichelino attraverso la Statale 20 (Torino-Racconigi), arrivando a Moncalieri e seguendo le indicazioni per Nichelino.-
-
In bus
Dal territorio Nazionale e dalle località Europee gli arrivi confluiscono al BUS TERMINAL di C/so Inghilterra in Torino, da dove è possibile raggiungere Nichelino utilizzando gli Autobus ATM (servizio urbano di Torino
tel. 167-019152 - Linea 35 e Linea 39)
Bus n. 41: parte da Piazza Caio Maio.
In treno
Stazione delle FS "Porta Nuova" di Torino.
A Nichelino si trova la Stazione Ferroviaria della linea Torino-Pinerolo-Torre Pellice, che permette di raggiungere in breve tempo la Stazione Centrale di Porta Nuova o di Porta Susa
Servizio Taxi in Stazione.-
In aereo
Aeroporto "Città di Torino" a Caselle Torinese. Servizio Bus Terminal per Torino (Stazione FS "Porta Nuova"). Proseguire per Nichelino con gli Autobus ATM (servizio urbano di Torino - tel. 167-019152 - Linea 35 e Linea 39)
Aeroporto Malpensa. Servizio Bus Terminal per Torino (Stazione FS "Porta Nuova"). Proseguire per Nichelino con gli Autobus ATM (servizio urbano di Torino - tel. 167-019152 - Linea 35 e Linea 39).
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