India - Ma finora più di 100 letti sono rimasti vuoti a causa della mancanza di dottori.
Questo problema è stato evidenziato dai delegati di 10 chiese avventiste in India riunitisi lo scorso maggio per un Convegno Internazionale Avventista sulla Salute (AHI).
Il servizio Internazionale Avventista sulla Salute - organizzazione che ha base negli Stati Uniti presso l’Università di Loma Linda in California - è impegnato a collaborare come partner con il servizio di assistenza sanitaria nei paesi in via di sviluppo.
L’organizzazione ha stabilito la sua presenza in India dove 15 lingue ufficiali e 845 dialetti riflettono un caleidoscopio culturale molto variegato.
Inoltre con una popolazione indiana stimata in più di un miliardo di persone, solo 35 medici avventisti lavorano attualmente nell’intero paese.
"Il mondo intorno a noi è cambiato molto, ma i nostri ospedali invece sono cambiati così poco", dichiara il Dott. John Christo, direttore medico dell’pspedale avventista di Bangalore. “Ma ora lavorando con la direzione del servizio Internazionale Avventista sulla Salute (AHI), saremo in grado di dare un'opportunità per valorizzare i nostri specialisti avventisti, i nostri programmi educativi e portare avanti i nostri ospedali.”
Le sfide che gli ospedali avventisti affrontano in India sono considerevoli ma i delegati intervenuti al convegno si sono concentrati sui progressi già fatti. Solo pochi anni fa, l’ospedale avventista di Bangalore era posto alla periferia della capitale tecnologica dell’India. Oggi l’ospedale è situato in una posizione centrale in una città che conta una popolazione di 6 milioni di abitanti.
Coi suoi 10 letti e due medici, l’ ospedale avventista di Thanjuvar è il più nuovo ed il più piccolo ospedale da aggiungere alla rete Internazionale Avventista sulla Salute (AHI). Il suo personale sta progettando programmi per la cura dell’occhio e assistenza alla maternità nelle aree rurali circostanti.
"Organizzandoci in un sistema unificato sotto la bandiera di AHI-India non solo si daranno a questi ospedali nuove opportunità nell’acquisizione di tecnologia, di personale e sviluppo di programmi medici e educativi, ma trasformerà anche alcune delle debolezze storiche dell’organizzazione di questi ospedali in una forza", ha commentato il Dr.Hart, presidente del servizio Internazionale Avventista della salute, e rettore dell’Università di Loma Linda.
"Ora, piuttosto che operare in maniera isolata e lontani uno dall’altro, questi ospedali saranno in grado di condividere risorse, personale, e formazione", continua. "Questi ospedali saranno in grado di agire come un sistema potente ed efficace per offrire servizi sulla salute ed educativi da un capo all’altro del paese."
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