Thorium, l’automobile del futuro che può camminare per 100 anni senza fare rifornimento. Nel corso della storia dell’automobile abbiamo visto modelli e prototipi che hanno cercato di utilizzare sistemi di propulsione alternativi. Questo è il caso della Thorium, un prototipo che sarebbe in grado di camminare per 100 anni senza fare alcun rifornimento.
Osservando fonti di energia come quella dell’acqua e del sole, la società Laser Power System ha progettato un prototipo che utilizza uno dei minerali con la più alta carica energetica del pianeta, il torio (Th).
E’ così nasce Thorium, un veicolo dotato di una turbina elettrica alimentata a torio, che permette al veicolo di muoversi per 100 anni utilizzando solo 8 grammi di torio. un singolo grammo di torio equivarrebbe a circa 25000 litri di benzina.
Il torio è un minerale ad alto carico di energia, attualmente molti scienziati stanno pensando che potrebbe essere una valida soluzione per sostituire l’Uranio nello sviluppo di energia nucleare.
Il sito web di Laser power System non chiarisce bene il concetto su cui si basa l’auto, spiega solo che non può essere utilizzato il torio come singola unità per spingere l’auto.
Per estrarre energia dal torio sarebbe necessario utilizzare un reattore a sali fusi, che pare non sarà disponibile fino al 2024, inoltre l’utilizzo del torio per ora è improponibile, in quanto, è un minerale radioattivo.
Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando
L'industria automobilistica è sempre più impegnata e impiega le proprie energie per ridurre l'impatto che le auto hanno sull'ambiente, ma, da quando l'automobile è stata inventata brevettata, circa 125 anni fa, i progressi hanno prodotto piccoli passi. Tuttavia, ci sono stati diversi tentativi di fare il salto quantico, quasi tutte le case costruttrici ha migliorato l'interno, il design, la tecnologia sempre più touch, ma poche hanno superato il confine dell'immaginazione.
Tuttavia, un gruppo di scienziati della società di ricerca e sviluppo Laser Power Systems come anticipato sopra ha trovato un modo per aggirare il problema, è quanto scrive il Txchnologist. Stanno lavorando a un generatore elettrico a turbina alimentato da un laser a base di torio. Dove è la radioattività? Bene, il torio è un metallo radioattivo.
Dobbiamo menzionare che qui non abbiamo a che fare con la "normale" #fissione-nucleare, ma con altre forme di attività nucleare che non sono così pericolose, ma detto ciò, quanto viene indicato diventa un po' meno chiaro quando si raggiunge l'area dei "dettagli" probabilmente è ancora secretato “FORSE È IN MANO ALLE FORZE MILITARI”.
Quindi, tali informazioni ci portano alla deduzione che il #torio verrebbe utilizzato per creare calore, il che aiuterebbe a generare vapore che sarebbe poi utilizzato per alimentare un generatore, poiché l'elettricità rappresenta l'ultima fase di questo schema.
Questa non è la prima che viene presa in considerazione questa idea, dato che Cadillac a Chicago presso Auto Show del 2009 presentò il World Thorium Fuel Concept.
Sembra che qui potremmo avere a che fare con un perpetuum mobile, poiché lo scienziato sostiene che questo motore coprirebbe circa 300.000 miglia pari a circa 483.000 Km con un minimo di otto grammi di torio. Staremo a vedere se questo salto quantico potrà diventare realtà o meglio quando lo diventerà visti i forti interessi economici che ci sono attualmente nel mondo automobilistico.
Ultimi Articoli
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio
Fausto Lama — “Giovani Bukowski” racconta una generazione tra eccesso e consapevolezza
Rosa Teruzzi premiata al Ceresio in Giallo 2026: una vita tra cronaca nera e detective “fuori dagli schemi”
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale