ALEMANNO A “PREMIO ROMA” PER NUOVE VARIEtà DI ROSE

Il 17 maggio gli appassionati delle rose si riuniranno da tutto il mondo per incoronare la rosa più bella della 66-ª edizione del concorso Premio Roma .

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parteciperà sabato 17 maggio alla sessantaseiesima edizione del “Premio Roma” per le nuove varietà di rose. Nel corso della serata di gala, che avrà inizio alle 20, e si svolgerà all’Aranciera del Semenzaio di San Sisto, Piazzale di porta Metronia 2, il sindaco premierà le rose delle migliori varietà , categorie Floribunde, Mini, Coprisuolo, Sarmentose, Hibrida Tea e Arbustive da Parco.

Le rose in concorso appartengono a 92 nuove varietà , presentate da 23 ibridatori, in rappresentanza di Belgio, Danimarca, Eire, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Irlanda del Nord, Italia, Spagna e Svizzera.

A queste sono state aggiunte 18 varietà , in gara per il Premio Speciale “La varietà Moderna Color Rosa più Bella”.

Tra i presenti all’evento, i direttori del verde di Parigi, Monaco, Glasgow, Ginevra e gli osservatori del Flower Art Japan.

Quattro i nuovi premi speciali di questa edizione, scelti da apposite commissioni composte da alcuni membri della giuria internazionale formata da 88 esperti: il Premio Fragranza, la Rosa dei Bambini (la Giuria è composta dagli alunni dell’Istituto comprensivo Elsa Morante, scuola statale elementare Leopoldo Franchetti), la Rosa degli “Angeli senza Ali”, premio che sarà conferito all’associazione di volontariato della Protezione Civile di Roma, la Rosa Moderna Color Rosa più Bella.

Le varietà , provenienti da tutto il mondo, arrivano al Roseto due anni prima della manifestazione. In questo periodo vengono curate dai Tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale "Giuria Permanente" chiamata a valutare aspetti come la rifiorenza, la resistenza alle malattie, il portamento, ecc”¦, conferendo un punteggio tecnico ad ogni varietà partecipante.

Il Concorso Internazionale Premio Roma apre la stagione internazionale delle manifestazioni dedicate alla rosa, che prosegue poi con altri prestigiosi incontri come quelli di Madrid, Parigi, Vienna, Londra, Dublino, Glasgow.

Il Concorso Internazionale Premio Roma, riservato alle più belle nuove varietà di rose, si svolge ogni anno nel mese di maggio. Apre la stagione internazionale delle manifestazioni dedicate alla coltivazione di questo fiore ed è un avvenimento di grandissima importanza nel campo botanico. Precede quindi altri prestigiosi incontri come quelli di Madrid, Parigi, Vienna, Londra, Dublino, Glasgow e molti altri. Coltivatori, creatori ed esperti, italiani e stranieri, hanno una importante occasione di confronto, dove la pura competizione lascia il posto all’interesse e alla curiosità per i risultati raggiunti. Le varietà , provenienti da tutto il mondo, arrivano al Roseto due anni prima della manifestazione. Durante questo periodo vengono curate dai Tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale "Giuria Permanente" chiamata a valutare aspetti come la rifiorenza, la resistenza alle malattie, il portamento, ecc”¦, conferendo un punteggio tecnico ad ogni varietà partecipante. A questo, Il giorno del concorso, viene associato il punteggio "estetico" dato dalla Giuria Internazionale. Si avrà così una rosa vincente per ogni categoria in gara. Inizialmente il concorso prevedeva due riconoscimenti: uno per le rose italiane e uno per le straniere, ma nel 1953 venne deciso un unico premio, adeguando la manifestazione romana alle altre competizioni europee. La prima edizione si svolse nel 1933 a Colle Oppio, che ospitò le manifestazioni successive fino al 1940. Poi, dopo l’interruzione dovuta alla guerra, riprese nel 1951 sul Colle Aventino.

La Giuria Internazionale è formata da membri non necessariamente legati al mondo delle rose. Vengono scelti tra i Direttori dei più prestigiosi Parchi e Orti Botanici del Mondo, ma anche tra personaggi del mondo della cultura e dell’impegno sociale, come Susanna Agnelli. Spesso provengono dal mondo della Diplomazia: ricordiamo ancora la simpatia della Signora Corinne Boggs, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America presso la Santa Sede, oppure la competenza di Lady Jessica Shepherd, Ambasciatore del Regno Unito presso lo Stato Italiano. Ma tra i tanti personaggi che hanno onorato il nostro concorso, qualcuno narra della fantomatica presenza, negli anni cinquanta, di Agatha Christie, ovviamente sotto un altro nome.
Un ultimo ricordo, questa volta un po’ inquietante: l’ultima edizione prima della guerra si svolse il 14 maggio 1940. In quella occasione, anche se non venne assegnata la medaglia d'oro, vennero premiate con un certificato di merito una varietà francese, una tedesca ed una americana. Qualche giorno dopo, il 10 giugno, ebbe inizio la tragica avventura con la dichiarazione di guerra consegnata agli Ambasciatori di Francia e Regno Unito.
Ma preferiamo parlare del "Premio Roma" come di una grande occasione di incontro tra popoli e culture diverse, unite nella passione per un fiore che fra i tanti significati, dati da epoche e tradizioni diverse, ne ha uno riconosciuto da tutti: Pace.

Il Roseto comunale di Roma, unico al mondo per la sua spettacolare posizione, si adagia sulle pendici dell’Aventino, di fronte ai resti del Palatino, appena sopra il Circo Massimo. Di dimensioni contenute, offre una magnifica vista che spazia dal colle Palatino, al campanile di S. Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga, al Vittoriano, fino ad arrivare all’osservatorio di Monte Mario.
Fin dal III sec. a.c. il luogo in cui sorge il roseto era dedicato ai fiori. Tacito, negli Annales, parla di un tempio dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti, "floralia", si svolgevano in primavera nel Circo Massimo. Ricoperto di orti e vigne fino a tutto il XVI sec., divenne, nel 1645, l’Orto degli Ebrei con annesso il piccolo cimitero della Comunità . Dal 1934, anno del trasferimento del cimitero ebraico al Verano, l’area, destinata dal piano regolatore generale di Roma a Parco, rimase incolta fino al 1950, quando divenne sede del nuovo roseto comunale. l’antico, che si trovava sul colle Oppio, era andato distrutto nella seconda guerra mondiale. Come ringraziamento alla comunità ebraica, che aveva permesso di ricreare il roseto in un luogo sacro, venne posta all’ingresso del giardino una stele in ricordo della precedente destinazione, e i vialetti che dividono le aiuole nell’area collezione, assunsero la forma della menorah, il candelabro a sette bracci, simbolo dell’Ebraismo. Il giardino segue la pendenza del terreno con una forma ad anfiteatro. Il disegno architettonico vuole mimetizzare la frattura orizzontale costituita da via di valle Murcia, che divide il giardino in due parti.
Nell’area più vasta si trova la collezione di rose botaniche, antiche e moderne. Nella parte in basso, più piccola, si trovano i settori dove vengono dimorate le rose partecipanti al "Premio Roma" e la collezione delle rose che, dal 1933 - anno della prima edizione svoltasi a Colle Oppio - hanno vinto questa prestigiosa manifestazione.

l’idea di un roseto a Roma si deve all’interessamento della Contessa Mary Gailey Senni, al suo amore per la natura e a una notevole conoscenza botanica. Americana di nascita, si sposò con un conte italiano e rimase a vivere in Italia. Donna dal carattere deciso e caparbio dovette lottare non poco per vedere realizzato il suo progetto. Nel 1932 fu aperto il roseto sul colle Oppio. Il luogo fu scelto perché vi si trovava già una raccolta di numerose piante di rose provenienti dal Vivaio del Governatorato. La contessa partecipò a tutte le fasi di realizzazione del roseto, e fu anche l’artefice della sua promozione all’estero. l’anno seguente l’apertura, fu istituito il "Premio Roma", (secondo al mondo per costituzione, preceduto solo da quello di Bagatelle, vicino Parigi) di cui fu la curatrice ed al quale partecipò per molti anni come componente della giuria.

Il Roseto ospita circa 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, persino dalla Cina e dalla Mongolia. Fra le più curiose, la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde, la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni e la Rosa Foetida, una rosa maleodorante.

CLAUDIO DI SALVO