Istituzione di un premio “La famiglia, un'immagine per la societa”

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 giugno 2005 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per l’istituzione di un premio "La famiglia, un'immagine per la società ".

È annualmente bandito dal Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro delle comunicazioni, un concorso sul tema "La famiglia, un'immagine per la società ", per il conferimento di premi all’autore di un programma radiofonico ed all’autore di un programma televisivo, i quali abbiano offerto un'immagine positiva della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio tra persone di sesso diverso, ai sensi dell’art. 29 della Costituzione.

Possono partecipare al concorso gli autori di programmi radiofonici o televisivi trasmessi da emittenti italiane. Il concorso è articolato in due diverse sezioni: "premio giovani" (riservata agli autori di età inferiore ai 35 anni) e "premio critica".

Il premio, costituito da un oggetto artistico su un tema che richiami le ragioni dell’iniziativa, è conferito dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta di apposita giuria composta da personalità della cultura dotate di specifiche competenze in materia di spettacolo e mezzi di comunicazione di massa, nominata dallo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro delle comunicazioni. La giuria si avvale della collaborazione di una segreteria tecnica composta da personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il bando stabilisce la data entro la quale le domande di partecipazione devono pervenire alla Presidenza del Consiglio (Dipartimento per l’informazione e l’editoria), e la documentazione da allegare.

Le politiche per la famiglia
Il giorno 27 gennaio 2004 si è insediato il nuovo Osservatorio nazionale della Famiglia, presieduto dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali On.le Roberto Maroni.

Il nuovo organismo si inserisce in un quadro di riferimento segnato da un approccio innovativo alle politiche familiari, delineato nel Libro Bianco sul Welfare (febbraio 2003): si riconosce alla famiglia il ruolo prezioso di volano nei processi di coesione sociale, di strumento di rafforzamento contro il rischio di emarginazione per le persone maggiormente esposte (minori, anziani, persone con disabilità ), il luogo privilegiato per il consolidamento delle relazioni tra persone e tra generazioni.

Con questa iniziativa di così alto profilo si è aperto nel nostro Paese l’Anno internazionale della famiglia che si celebra nel 2004.

Eventi programmati per il 2004:

- Il prossimo marzo si svolgerà un convegno, organizzato dal Ministero del Lavoro, dedicato alle politiche familiari e al nuovo welfare.

- in autunno, è prevista una conferenza internazionale di chiusura, per promuovere un confronto sugli obiettivi conseguiti e sulle prospettive.

- entro l’anno, inoltre, sara' approvato un disegno di legge per istituire la giornata nazionale per la famiglia.

A proclamare il 2004 Anno internazionale della famiglia, a dieci anni da quello del 1994, è stata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a dicembre del 2003. l’obiettivo è quello di invitare gli Stati membri a ''integrare la prospettiva familiare nei processi di pianificazione nazionalè'.

Il numero verde 800 196 196 del ministero del lavoro e delle politiche sociali è attivo per avere informazioni sul tema della famiglia


Le politiche per la famiglia
Impegni del Governo per lo sviluppo delle politiche familiari

Il Libro Bianco sul Welfare
Presentato nel febbraio 2003, riconosce alla famiglia il ruolo di volano per lo sviluppo della coesione sociale, fattore decisivo per i processi di inclusione sociale delle persone a rischio di marginalizzazione e per il mantenimento delle relazioni intergenerazionali. Sul rafforzamento della famiglia punta il Libro Bianco per la gestione efficace delle principali cause delle trasformazioni sociali: la transizione demografica e i suoi effetti sui rapporti inter-generazionali.
Determinante quindi valorizzare il ruolo della famiglia nel tessuto sociale, attraverso interventi specifici rivolti ad essa nonchè attraverso il potenziamento degli interventi in relazione alla trasversalità delle sue responsabilità ed azioni rivolte in particolare agli anziani, alle persone disabili ai minori.
Il Governo in tal modo intende rafforzare la sua capacità di essere attore protagonista dei processi decisionali che la riguardano e non più mera destinataria di interventi assistenziali, grazie ad un approccio integrato che passa attraverso il sostegno alla natalità , alla genitorialità alle giovani coppie, alla riforma del regime fiscale, alla promozione degli strumenti di conciliazione tra vita professionale e responsabilità familiari, allo sviluppo della rete di servizi diversificati e dislocati sul territorio, a partire dallo sviluppo del sistema di servizi per la prima infanzia.

Servizi per la prima infanzia
A partire dal 2002 è stato avviato un piano di sviluppo della rete dei servizi per la prima infanzia. La Finanziaria 2002 ha istituito il Fondo per gli asili nido, per un ammontare complessivo di 300 milioni di Euro, di cui 50 milioni per l’anno 2002, 100 per l’anno in corso e 150 per il 2004. La prima tranche è stata già ripartita fra le Regioni. Tali risorse sono destinate anche alla realizzazione dei micro-nidi sui luoghi di lavoro, anche al fine di rafforzare la partecipazione di tutti i soggetti del mondo produttivo nei confronti delle responsabilità famigliari.
Con la legge finanziaria 2003 (legge n.289/2002), inoltre, è stato istituito un Fondo di rotazione, (art.91) per l’assegnazione di risorse alle aziende finalizzato alla realizzazione di nidi nei luoghi di lavoro.

La politica degli alloggi
Il patrimonio abitativo del Paese è migliorato nelle ultime due decadi, così come è pure aumentata la percentuale dei proprietari di alloggio. Permangono però difficoltà di accesso all’alloggio da parte di alcune categorie, in quanto non sono ancora operativi a livello nazionale schemi che facilitino l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie. Il Governo nell’ambito delle misure di carattere sociale contenute nella Finanziaria 2003 ha previsto facilitazioni di credito per favorire l’accesso all’alloggio da parte delle giovani coppie. Con la legge finanziaria 2003 è stato infatti previsto che una quota del Fondo per le Politiche Sociali (" 1.600.000,00, pari al 10% del Fondo Nazionale per le politiche sociali) sia destinato a politiche di sostegno delle famiglie di nuova formazione, con particolare riguardo al rimborso per le spese per l’acquisto della prima casa e per il sostegno alla natalità .

I trasferimenti monetari
Il Fondo nazionale per le politiche sociali assicura la copertura dei diritti soggettivi in tema di trasferimenti monetari alle famiglie con basso reddito con tre figli minori e per la maternità , introdotti con la Legge Finanziaria del 1999 (legge n. 448/98). Sulla base dei dati elaborati dall’ISTAT, risulta che l’assegno per il nucleo numeroso è stato erogato nel 1999 ad un tasso nazionale pari al 10 per mille e all’11 per mille nel 2000; ne consegue che 10-11 famiglie su mille sono state raggiunte da questo intervento.
Questi assegni sono stati erogati prevalentemente nel Sud, dove una famiglia su quaranta ha beneficiato dell’assegno per il nucleo numeroso; anche l’assegno di maternità , anche se in misura minore risulta erogato prevalentemente nel Centro-Sud.
Infine, a partire dal primo dicembre 2003, per tutti i nati, dal secondo figlio in poi, e fino al primo dicembre 2004 ci sarà un bonus di 1000 euro a famiglia.

Le Famiglie e la non autosufficienza
Nel Libro Bianco è stata rivolta particolare attenzione al sostegno delle famiglie in situazione di bisogno, con sostegni finanziari a favore della maternità e le famiglie numerose; specifiche agevolazioni sono previste per i familiari con disabili a carico, quali congedi fino a due anni retribuiti fino ad un tetto massimo di settanta milioni ed il finanziamento di progetti per case famiglia, gestite da associazioni di volontariato.
La non autosufficienza delle persone non può più essere considerata come problema della singola famiglia, ma va riconosciuta come una responsabilità della collettività , della quale ognuno di noi, in maniera proporzionale, deve farsi carico.La morfologia sociale ci impone di assumerci un compito sociale da condividere tra tutti i cittadini. Dai dati Istat risulta che il numero delle famiglie con almeno un componente con disabilità sono circa 2.500.000, circa il 12% del totale. In 246.000 famiglie vive più di un disabile. Si può quindi affermare che sono circa 6 milioni (il 10% della popolazione) le persone direttamente coinvolte in situazioni di disabilità .
Entro l’anno 2004, inoltre, sarà predisposto " sulla base di un programma di azione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali riferito ai risultati di una ricerca Istat in via di completamento sulla condizione della disabilità nel Paese" un programma straordinario per la disabilità , attenta anche alle forme più gravi, che dovrà trovare una sua fonte di finanziamento ad hoc nella Legge finanziaria 2004.

L’Osservatorio nazionale sulla famiglia
Per disporre di uno strumento atto a monitorare le esigenze specifiche che si manifestano nelle diverse aree del Paese e poter dare in tal modo risposte mirate ed efficaci, è stato costituito il nuovo Osservatorio Nazionale sulla Famiglia, del quale fanno parte, fra l’altro, 25 comuni rappresentativi di tutte le Regioni italiane, con il Comune di Bologna in posizione di capofila, con l’obiettivo di costituire una rete di conoscenze e di scambio di esperienze delle politiche per la famiglia tra livello nazionale, regionale e locale.
L’Osservatorio risponde inoltre a quella sollecitazione pervenuta dalle Nazioni Unite di attivare meccanismi per la celebrazione del 2004: Anno internazionale della famiglia. Il suo primo compito sarà infatti elaborare un programma di iniziative ed azioni per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Comunità internazionale.

FONTE: GOVERNO ITALIANO