Erano gli intellettuali della pedofilia e avevano come scopo principale quello di sostenere e divulgare, in tutto il mondo, l’ideologia in favore dei rapporti sessuali con i minori.
L’operazione “Rescue“, condotta dalla Polizia postale di Catania, in collaborazione con l’Europol, ha permesso di smantellare la più grande rete internazionale di pedofili online, arrestandone 184 in tutto il mondo, compreso un italiano.
Gli investigatori hanno indagato 670 persone in Australia, Belgio, Canada, Grecia, Islanda, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, identificando 230 bambini vittime di abusi.
I pedofili diffondevano le loro idee e coinvolgevano adepti attraverso la rete internet.
L’associazione Meter di Don Fortunato Di Noto, nel 2007 ha segnalato alla Polizia postale etnea che, all’interno di un sito olandese di pedofili, c’era un forum dedicato al proselitismo.
In una delle piazze virtuali del sito, denominata la “stanza italiana“, gli iscritti si dichiaravano “sostenitori del pensiero pedofilo“ e si scambiavano notizie relative al sesso con minori, davano consigli su come adescare i bambini, raccontavano i loro incontri sessuali e indicavano dove poter trovare su internet, foto e video pedopornografici.
Ogni anno, a giugno, festeggiavano la “giornata dell’orgoglio pedofilo“ accendendo una candela blu per tutta la durata della celebrazione.
Su mandato della Procura distrettuale di Catania, gli agenti della Postale hanno svolto due anni di indagini “sotto copertura“, monitorando il sito e identificando tre italiani, tra cui l’amministratore e il creatore del forum.
L’indagine italiana si è incrociata e coordinata con quella dei colleghi inglesi del Ceop (Child exploitation and online protection, l’organo della polizia britannica deputato al contrasto della pedopornografia) ed ha avuto impulso dopo l’arresto del gestore del sito da parte della polizia olandese. I dati informatici acquisiti e analizzati dall’Europol hanno permesso ai singoli paesi di individuare gli utenti iscritti al sito che contava oltre 70 mila membri.
La Polizia postale ha identificato le altre 15 persone italiane iscritte al forum, attraverso le intercettazioni telefoniche e telematicche nei loro confronti.
Gli indagati, ritenuti responsabili di divulgazione di materiale pedopornografico e apologia di reato, sono impiegati, professionisti, studenti, un pensionato, un seminarista e un allenatore di basket per bambini. Hanno un’età media di 30 anni e nei loro confronti sono scattate perquisizioni in 14 città italiane.
Uno di loro, un 24enne studente di Reggio Calabria, è stato arrestato per produzione di materiale pedopornografico: nel suo computer sono state trovate immagini di abusi su un bambino, che in seguito è stato identificato: ha otto anni e risiede in Sicilia.
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