Hai un dubbio? Chiama la Polizia

Se hai un dubbio chiama il 113"; "aiuta anche tu la Polizia, entra nella Squadra

Due messaggi, chiari e diretti, che la Polizia di Stato e la Rai hanno ideato per una campagna di comunicazione sociale tesa a contrastare il fenomeno delle truffe alle persone anziane.

Finti funzionari del gas o dell’Enel, falsi impiegati di banca, posta o enti pensionistici. Sono tante le false identità messe in atto, tanti i modi e le scuse per realizzare le truffe.

Sono molti gli anziani che ogni anno rimangono vittime di persone che inventano storie perfettamente credibili per fare soldi.

Truffe e raggiri che si intensificano durante i mesi estivi e che nel 2003 hanno interessato 5.445 ultrasessantenni. Il fenomeno sembra essere in crescita: nei primi 5 mesi del 2004 gli anziani vittime di raggiri sono stati già 5.705.

Dal 18 giugno 2004 viene trasmesso sulle tre reti Rai uno spot di cui sono protagonisti due attori della fiction “La Squadra”: l’agente Alfio Donati e l’ispettore Antonio Ramaglia.

Un uomo seduto sulla panchina di un parco parla al telefonino raccontando una serie di truffe capitate ai suoi amici e accanto un ragazzo (Alfio) lo interrompe ogni volta chiedendo "ma ha chiamato la polizia?" Durante il racconto si materializzano falsi tecnici e finte assistenti sociali finchè non arriva l’ispettore che dice "ha ragione Alfio. Se hai un dubbio chiama il 113".

l’obiettivo della campagna, che invita gli anziani a condividere i propri dubbi con la Polizia, è quello di aiutarli a difendersi dai raggiri di chi, usando maniere gentili, cattura la loro fiducia per poi derubarli.

l’iniziativa vuole proteggere le fasce più deboli anche dalle pesanti conseguenze psicologiche che le truffe che possono avere sulle persone anziane.

l’iniziativa è sostenuta anche da una lettera di Paolo Limiti con un decalogo di consigli: a Milano accompagnerà la bolletta dell’Enel per tutti i mesi estivi. Uno spot radiofonico con la voce del conduttore andrà in onda sulle reti nazionali.

I consigli della Polizia contro le truffe agli anziani
1. Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un'uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità .
2. Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo.
3. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente.
4. Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
5. Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
6. Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio o cercate un poliziotto ovvero una compagnia sicura.
7. Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre.
8. Ricordatevi che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato.
9. Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.
10. Per qualunque problema e per chiarivi qualsiasi dubbio non esitate a chiamare il 113, saremo felici di aiutarvi!

Consigli per i figli, nipoti e parenti stretti
1. Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro problemi quotidiani.
2. Ricordategli sempre di adattare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fategli capire che è importante chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa oppure contattare il 113.
3. Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, hanno bisogno di voi.

Le truffe più ricorrenti

Ricontrollare i soldi
Alcuni tipi di truffa hanno come condizione iniziale che la vittima sia appena stata in banca o alla posta a ritirare dei soldi. Succede spesso che una persona anziana dopo aver fatto un prelievo venga seguita da qualcuno che poco dopo gli si presenta come funzionario di banca. In genere il finto funzionario suona al campanello di casa dicendo che potrebbe esserci stato un errore, che è necessario verificare il numero di serie delle banconote appena ritirate. L’anziano consegna i soldi e i ltruffatore, facendo finta di contarli o di controllarli, li sostituisce con banconote false.

Per questo ricordatevi: nessun funzionario di banca vi cercherà mai a casa per controllare le banconote o i numeri seriali.

Ripulirti la giacca
Ancora più diffusa e più vecchia è la truffa del gelato o del caffè sulla giacca. Sono nella maggior parte dei casi donne con bambini, ma a volte anche ragazzi, con il gelato o con un caffè in mano che vi urtano facendovelo cadere sulla giacca. Poi con la scusa di ripulirvela ve la fanno sfilare e vi rubano il portafogli.

False pietre preziose
Una delle truffe più ricorrenti. Un signore di aspetto rassicurante e in genera di mezz'età , si finge uno straniero che per un'urgenza deve raggiungere il paese d’origine ma non ha disponibilità di soldi liquidi per il viaggio. Ferma una signora per strada e cerca di vendere un anello o delle pietre preziose che avrebbero un valore di 7 o 10mila euro, Naturalmente alla signora in questione le venderebbe a molto meno. Passa un altro signore ben vestito che dice di essere un gioielliere con tanto di lente per controllare le pietre; e subito dopo si offre di comprarle per 5mila euro. Ma lo straniero insiste perché sia l’anziana signora, normalmente chiamata col nome di battesimo, a comprarle. E spesso riesce a convincerla facendosi dare 2/3mila euro.

Falsa beneficenza
Un signore ben vestito, 50/60 anni circa, a volte con accento straniero, si finge un medico o un rappresentante di una casa farmaceutica alla ricerca di un deposito per effettuare una donazione di medicinali a scopo di beneficenza. Ferma un signore per strada, normalmente in quartieri borghesi, chiedendo informazioni su questo deposito: il signore ovviamente non sa niente. Passa un altra persona che fa finta di sapere dove sia il deposito ma dice che è stato chiuso. La donazione allora può avvenire solo tramite notaio ma serve un anticipo in denaro che la persona incaricata della beneficenza non ha a disposizione in quel momento. L’anziano fermato per strada viene convinto che può contribuire alla beneficenza ricavando anche una percentuale se fornisce il denaro che serve per il notaio. Viene accompagnato a ritirare una discreta cifra ( anche qualche migliaio di euro) e poi fatto salire sull’auto insieme ai due “compari” per andare dal notaio. Durante il tragitto i truffatori si ricordano che sicuramente servirà una marca da bollo. Si fermano davanti a un tabaccaio e chiedono alla vittima di andare a comprarla. Appena il truffato scende, naturalmente, fuggono.

La chiama mamma e si fa consegnare 2mila euro
"Mi chiamava per nome e continuava a ripetermi che gli ricordavo sua mamma. E alla fine, non so come, mi ha convinto a comprare quell’anello". Maria, poco più di 60 anni, racconta incredula una storia che le sembra impossibile sia capitata proprio a lei! Una donna sveglia, che ogni volta che sentiva raccontare di truffe ai danni di anziani pensava "ma come è possibile che le persone ci caschino così facilmente?". E invece è successo a lei di rimanere vittima di un truffa ben organizzata che l’ha portata a consegnare 2mila euro nelle mani di persone disoneste che cercano di approfittare della disponibilità altrui.

Maria ha comprato un anello che valeva poco più di un euro convinta "da un signore di bell’aspetto che diceva di essere straniero" che il gioiello valesse molto di più della cifra consegnata. Il signore in questione aveva un complice che, fingendo di passare per caso, si era spacciato per un orefice interessato all’acquisto della pietra. Ma no! Lo straniero voleva venderlo proprio a lei, alla signora Maria, che gli ricordava la mamma lontana tanto che ad un certo punto, ricorda ancora la donna, "ha cominciato anche a chiamarmi mamma".

Falsa eredità
Stessa procedura per quanto riguarda una falsa eredità da consegnare. Un signore cerca un vecchio amico a cui dovrebbe consegnare del denaro relativo a un’eredità . Ferma una persona anziana per chiedere informazioni su quell’amico, ma nessuno sa niente finchè un passante, complice del truffaotre, si ferma e dice che quella persona è morta. L’unica soluzione è il notaio ma serve l’anticipo.

Falsi funzionari Inps, Enel o Inpdap
Si presentano alla porta di persone anziane con la scusa di dover controllare la posizione pensionistica o contributiva; o ancora per controllare il contatore del gas, della luce ecc. ma in realtà raggirano le persone facendosi consegnare soldi o sottraendo beni o altre cose di valore. Ricordatevi che prima di fare dei controlli nelle case gli Enti affiggono degli avvisi nel palazzo.

Il dirigente della sezione antitruffe della squadra mobile di Roma sottolinea che è sempre importante denunciare tempestivamente le truffe cercando di ricordare più particolari e dettagli possibili.

Per quanto riguarda le persone che suonano alla porta spacciandosi per funzionari di società o enti di servizio è importante farsi dare gli estremi: nome, cognome e numero di tesserino e chiamare l’ente di appartenenza per verificare. Se ciò non bastasse e si continua ad avere il dubbio bisogna condividerlo con la Polizia chiamando il 113.

Fonte: Polizia dello Stato