Continua la telenovela sulla vicenda “MATTEL”! Siamo arrivati ormai a più di 18.200.000 pezzi ritirati tra cui anche alcune bamboline di “Polly Pocket”, “Batman”, “Doglie”, “Daycare”, “Barbie”e alcune macchine della “Cars”.
Tutte le informazioni sui giocattoli pericolosi le potrete trovare sul sito: www.service.mattel.com o contattare il numero verde: 800.11.37.11 (attivo tutti i giorni dalle ore 09:00-20:00). Ormai a macchia d’olio continuano i vari controlli da parte delle forze dell’ordine, questo ha portato le fiamme gialle in un capannone gestito da cinesi a Osmannoro (Firenze) ed è stato effettuato un maxi sequestro di merce contraffatta, la cosa sconvolgente che oltre i giocattoli senza il marchio “CE” sono stati trovati articoli da cucina, cosmetici, scarpe, etc. tutti con marchio contraffatto. Ci pensate all’enorme danno che hanno le varie case costruttrici? I baschi verdi del nucleo operativo del pronto impiego della Guardia di Finanza di Torino, l’11 settembre, a sei anni dopo la strage dell’attentato alle torri gemelle, hanno intercettato un carico di 13 mila giocattoli tra cui elicotteri, aerei, piste per macchinine radiocomandate; pensare che il costo singolo era di minimo 70" cad. Tutti sono risultati sprovvisti del marchio di conformità europea, in alcuni invece era stato falsificato in maniera rozza, ma sufficiente per confondere i consumatori. L’inchiesta ora dovrà stabilire l’esatta provenienza del carico che presumibilmente è extracomunitaria e che era diretto ad un noto imprenditore di Moncalieri (To).
La legislazione in materia di sicurezza dei giocattoli in vigore nell’Unione Europea non viene fatta applicare dalle autorità competenti, sarà forse perché il 65% della produzione di giocattoli Mattel è prodotta in Cina? Un uomo di 50 anni originario di Hong Kong a capo di un’azienda accusata di un eccessivo utilizzo di piombo nei giocattoli si è suicidato, ma se tutti seguissero questo esempio, ai bimbi, le loro famiglie i danni biologici, quelli esistenziali e altri ancora chi li dovrà pagare? Tutti la Mattel? Oltre a questo scandalo non dimentichiamoci quelli precedenti, per citarne un paio quello del dentifricio all’anticongelante o quello dei vestiti alla formaldeide. Oggi come oggi i riflettori sono puntati sulla “Cina fuorilegge”, ma se siamo arrivati a questo punto è colpa anche di alcuni imprenditori italiani che spostano la loro produzione nel paese asiatico, la scusa è sempre la solita: “lì la mano d’opera costa meno”! Ma anche soltanto l’acquisto di prodotti stracciati, in qualche negozio o peggio ancora in qualche bancarella incentiva il lavoro nero minorile, altrimenti non si spiegherebbe l’impressionante numero di prodotti export mondiale che detiene il mercato cinese. Basta prestare un pò di attenzione sulle etichette dei prodotti che ci circondano per notare che sulla maggior parte di esse c’è scritto: “Made in China”. È vero che ormai fa parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ma sull’operato di questo grande paese chi dovrebbe vigilare?
Proprio qui nella provincia di Torino, durante i giochi olimpici del 2006, si è scoperto uno scantinato dove alcune delle “mascotte” erano cucite a mano proprio da dei bambini ridotti in schiavitù, ma la notizia fece poco scalpore perché “lo spettacolo doveva andare avanti”, senza contare quel milione di cinesi morti all’anno per il duro continuo lavoro senza tutele alcune! Sarà possibile che il loro governo non sappia nulla? Figuriamoci allora tutte le altre multinazionali? A questo punto si potrebbe prendere in considerazione ad una Beatificazione per Ponzio Pilato! Soltanto per questo che il mercato cinese vince su tutti i fronti e prevale sugli altri, proprio per l’assenza di regole che disciplinano il tutto! Ci rimane da affidarci solo all’Europarlamento o chi per esso, che si mobiliti per garantire la sicurezza dei giocattoli che arrivano in Italia e in tutto il resto d’Europa. Addirittura anche Londra denuncia l’arrivo di “hacher cinesi” rivendicati da parte di “membri dell’esercito di liberazione del popolo cinese”. Mi viene da pensare che tra un pò di anni i miei figli non saranno più Italiani ma “italcinesi”!
Alfredo Mulè
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