Qual è il rapporto tra la lingua del territorio e le attività di protezione civile? Quali sono le caratteristiche linguistiche di una comunicazione in emergenza efficace? Queste alcune delle domande alla base del seminario che si è tenuto oggi, 26 settembre, nellAuditorium del Dipartimento della Protezione Civile, in via Vitorchiano. Il seminario, tenuto dalla prof.ssa Cecilia Robustelli e aperto a dipendenti e agli operatori del Servizio nazionale, è stato introdotto dal Capo Dipartimento, Franco Gabrielli, che ha sottolineato lattualità del tema e limportanza della chiarezza della comunicazione, soprattutto in emergenza.
L’incontro, articolato in due sessioni, ha avuto inizio con lanalisi del panorama linguistico italiano, dove coesistono la lingua italiana, dialetti e minoranze linguistiche, e del suo rapporto con le attività di protezione civile. Largomento ha portato alcuni dei partecipanti a condividere le proprie esperienze e ha fatto riflettere sullimportanza di prevedere delle figure di "mediatori” sul territorio che possano contribuire a veicolare i messaggi tra abitanti e operatori quando non sono pienamente condivisi i codici linguistici e culturali.
Il secondo tema è stato invece litaliano istituzionale e il suo rapporto con i cittadini. Si sono quindi analizzate le principali caratteristiche della lingua delle amministrazioni, mettendo in evidenza gli aspetti che rendono oscuri e poco comprensibili le comunicazioni scritte e orali. A questo proposito, si è sottolineata limportanza di formare esperti di lingua che sappiano elaborare comunicazioni chiare e comprensibili, in linea con i principi di semplificazione del linguaggio amministrativo. In protezione civile quest’aspetto acquisisce unimportanza particolare in emergenza quando linformazione devessere data in poco tempo e deve arrivare in modo chiaro ai suoi destinatari.
Date le richieste di partecipazione, il seminario verrà replicato martedì 18 ottobre, sempre nella sede di via Vitorchiano, nellAuditorium del Dipartimento della Protezione Civile.
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