Malpensa: In occasione della consegna di un elicottero al nucleo dei Vigili del Fuoco di Malpensa, oggi il ministro dell’Interno Maroni avrebbe commentato positivamente l’operato dei pompieri, considerandoli “l’ossatura“ della Protezione Civile e che sarebbero uomini abituati a svolgere bene e seriamente il loro lavoro “senza chiedere nulla in cambio“, per via della passione che hanno per quello che fanno.
E’ vero: i pompieri non ridono perché sono troppo presi a piangere. per le condizioni pietose in cui versano sia loro, che il Corpo Nazionale!
No sarà certo la consegna di un elicottero con consueta parata di prefetti ed autorità (guarda caso all’aeroporto di Malpensa/Varese!), tra l’altro senza opportune convenzioni anche in campo sanitario che contribuirebbero ad aumentare efficienza e dignità dei VVF e realizzare notevoli risparmi per i contribuenti, o l’invio di uomini al comando, che però alla prima mobilità nazionale se ne andranno lasciando nuovamente Varese (così come altri comandi), in braghe di tela!
No, i pompieri non hanno nulla da ridere.
Sono si l’ossatura della Protezione Civile, ma ormai soffrono di osteoporosi avanzata, visto che nonostante la loro capacità ed esperienza, sono sempre più relegati a lavori di manovalanza nel soccorso quotidiano, così come nelle mille calamità.
Per loro i finanziamenti sono sempre meno, ma la Protezione Civile spende e spande a gògò senza limiti!
Non c’è nulla da ridere per il fatto che il vecchio contratto è scaduto da oltre due anni e di quello nuovo nemmeno se ne parla.
Non c’è nulla da ridere per le conseguenze disastrose del riordino del Corpo Nazionale, che vede limitare sempre più le agibilità sindacali ed instaura un progressivo inquadramento del personale, quasi fosse l’ennesima forza di polizia o militare!
C’è poco da ridere per il fatto che ai VVF non sia riconosciuta la “categoria usurante“, ma gli si voglia dare la specificità che non risolverà certo i loro problemi.
C’è poco da ridere anche per l’elevata età media dei mezzi (elicottero di Malpensa a parte) con punte di 30 anni e che tutti i giorni nei comandi o nelle calamità, si bloccano per strada a causa dei loro acciacchi.
C’è poco da ridere quando alle autoscale si rompono delicati meccanismi antincendio, per risparmiare, vengono saldate, nemmeno fossero delle biciclette. però gli alti vertici autorizzano cifre folli per restaurare un’auto da museo del 1929, per correre la Mille Miglia!
C’è poco da ridere quando per i nuovi appalti per le pulizie delle sedi di servizio, sono previsti budget inferiori del 40%, ed i luoghi di lavoro diventano invivibili, col rischio che tra poco le sedi VVF diventeranno la seconda emergenza monnezza nazionale!... Cosa faranno? Chiameranno la Protezione Civile?...
Non c’è da ridere perché oltre all’orario di lavoro, i pompieri si ammazzano giorno e notte di straordinari per far quadrare i bilanci familiari!
Non c’è da ridere quando gli stessi straordinari, anche quelli effettuati nei terremoti, vengono pagati dopo mesi se non anni di ritardo!
Non c’è da ridere quando i pompieri professionisti vengono progressivamente sostituiti dai volontari, ed il governo fa credere che sia la stessa cosa!
Insomma, i pompieri sono stanchi di medaglie di cartone e pacche sulle spalle, non ridono perché gli hanno rotto tutti i denti. ora piangono, ma stanno finendo anche le lacrime!
Massimo Berto
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