Aviazione civile: si apre il dialogo tra istituzioni e aeroporti minori
Necessario un confronto aperto e costruttivo per il riordino e lo sviluppo del settore
Pantelleria 14 luglio 2007. Una riforma del settore aeroportuale italiano appare urgente e irrinunciabile per evitare che l’Italia sia tagliata fuori dall’enorme sviluppo che è già avviato da tempo in Paesi come Stati Uniti, in Germania, Francia e Inghilterra.
Per questo il senatore Giorgio Pasetto (Margherita-Ulivo) membro della Commissione Parlamentare permanente Lavori pubblici e Comunicazioni, Vito Riggio presidente dell’ENAC e Paolo Toniolli presidente di i.Lan (Associazione Italiana Aeroporti Minori) si sono riuniti oggi per confrontarsi sulle misure più opportune per garantire lo sviluppo futuro. Concordi sul fatto che, perché la riforma risulti davvero efficace, è necessario un dialogo serrato e un impegno congiunto tra le istituzioni e le realtà tecniche e societarie che effettivamente operano in questo comparto.
Sono stati discussi temi importanti e scottanti come le gravi difficoltà che incontrano oggi i piccoli aeroporti schiacciati da normative tecniche e di sicurezza sempre più soffocanti e stringenti, che non fanno distinzione tra grandi hub e aeroporti e spingono molti operatori a preferire l’uso delle più tranquille ed economiche aviosuperfici, nonchè i limiti che questo stato di cose comporta per la generale crescita dell’aviazione civile italiana
Lo spostamento del traffico sulle aviosuperfici appare infatti impossibile perché in questi scali l’operatività è limitata al periodo compreso tra l’alba e il tramonto con condizioni meteo di particolare visibilità (poichè non offrono la possibilità di VFR notturno e/o strumentale). E questo equivale a dire che, in inverno, decolli e atterraggi sono possibili solo tra le 08.00 e le 16.00.
Inoltre tutto questo penalizza particolarmente la diffusione dei VLJ - very light jet - sui quali punta il mercato passeggeri del domani con gli aeroporti minori, le scuole di volo, le officine di manutenzione e le attività di soccorso. Oggi anche il grande comparto degli ultraleggeri incontra limitazioni ad atterrare dovunque nonostante ormai molte macchine siano dotate di transponder e di radio VHF omologati.
Il senatore Pasetto ha commentato l’incontro con le parole: “Il Governo Prodi considera i settori dei trasporti, della mobilità e della logistica un volano per il rilancio economico del paese e intende mettere in campo un’ulteriore azione di rilancio, come appare chiaro anche dalle misure del Dpef. La riunione di oggi rappresenta un’importante momento di confronto sulle tematiche del trasporto aereo, utile a decidere la giusta direzione da dare al processo di riforma che verrà avviato a breve, ponendosi l’obiettivo di riconsiderare il ruolo generale dei piccoli scali aeroportuali italiani come un’azione volta alla riduzione degli squilibri territoriali del Paese e di rilancio della piccola e media industria aeronautica. I livelli territoriali, a partire dalle Regioni, potranno e dovranno assumere un ruolo centrale in questa nuova azione di programmazione”.
Il presidente dell’ENAC Vito Riggio ha ricordato che “Gli italiani preferiscono sempre di più viaggiare in aereo tanto che il numero dei passeggeri è raddoppiato negli ultimi 10 anni, raggiungendo un traffico di oltre 122 milioni di unità . E la richiesta potrebbe aumentare ancora di più, fino ad arrivare ai 200 milioni di passeggeri in pochi anni, se non fosse ostacolata da alcune rigidità del sistema”. Per questo Riggio auspica uno sviluppo del settore da attuarsi attraverso ''investimenti infrastrutturali di importanza strategica per il Paese. Enac ha già attivato una serie di investimenti, tra cui il riassetto dell’aeroporto dei Roma Urbe per circa 4 milioni di Euro ed ha approvato un piano triennale di investimenti di circa 16 milioni di Euro destinati all’aeroportualità minore. E ritiene molto importante decidere gli ulteriori sviluppi con la partecipazione degli operatori e delle società di quello che è uno dei comparti produttivi cruciali per la tenuta della nostra economia.
Secondo Toniolli, presidente di i.Lan “per noi di i.Lan per uscire dall’attuale momento di crisi non serve nè aumentare l’operatività delle aviosuperfici, nè deregolamentare gli aeroporti. Per questo proponiamo la creazione di un soggetto intermedio tecnologicamente all’avanguardia in grado di garantire sicurezza e tutela per i passeggeri, evitando però che, paradossalmente, il costo di un metro lineare di recinzione a Trento sia uguale a quello di Roma Fiumicino.”
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