Istat: è stabile la popolazione italiana <br>Triplicata la presenza di cittadini stranieri

Le persone residenti in Italia sono 56.305.568, cifra "sostanzialmente stabile" rispetto a dieci anni fa. È quanto emerge dai risultati provvisori del 14/o censimento dell’Istat appena concluso. La popolazione femminile supera quella maschile di 1.783.662 unita'. In particolare, i maschi sono 27.260.953 mentre le femmine 29.044.615.

In tutte le regioni e le province il numero delle donne supera quello degli uomini: in media si contano 51,6 donne contro 48,4 uomini ogni 100 residenti. Il 26,2% della popolazione censita dall’Istat risiede nell’Italia nord-occidentale, il 18,8% nell’Italia nord-orientale, il 19% in quella centrale, il 24,5% al meridione ed il restante 11,5% nelle isole. l’Istat rileva che rispetto al precedente censimento del 1991, la popolazione italiana è "sostanzialmente stabile" (i dati provvisori registravano 56.411.290 e i dati definitivi 56.778.031).

Oltre il 40% dei comuni ha registrato un incremento o un decremento del numero dei residenti non superiore al 5%. Gli incrementi si sono registrati più frequentemente al nord mentre la diminuzione della popolazione si è verificata soprattutto al sud e nelle isole. Questi primi risultati (ottenuti sulla base dei riepiloghi forniti dagli uffici comunali di censimento) sono ancora incompleti - sottolinea l’Istat - ma "sono comunque significativi e consentono di individuare, con un margine di errore compreso fra lo 0,50% e l’1% i tratti principali del profilo del paese". I dati definitivi del censimento si avranno fra poco più di nove mesi sulla base della lettura ottica dei questionari compilati dalle famiglie e che stanno attualmente affluendo nei due centri di raccolta di Piacenza e Pomezia (Roma). Sempre più famiglie ma sempre più piccole. I dati provvisori del censimento dell’Istat rilevano che le famiglie nel complesso sono 21.503.088, più numerose rispetto a dieci anni fa quando se ne registrarono 19.909.003. A fronte di questo dato, il numero medio dei componenti di ogni nucleo familiare ha subito un calo, passando da 2,8 a 2,6. Per l’Istat sono, inoltre, aumentate le famiglie composte da una sola persona, anche in conseguenza del progressivo invecchiamento della popolazione. La diminuzione del numero dei componenti riguarda tutte le regioni. In particolare il Nord-est, dove nell’immediato dopoguerra si registravano 4,2 componenti in media per famiglia, segnala una riduzione a 2,5 componenti. Italia sempre più multietnica: gli stranieri residenti sono 987.363 e i non residenti 252.185. Nel 1991 i residenti erano 356.159.

È quanto emerge dai dati provvisori del censimento dell’Istat che rileva una presenza straniera in aumento (addirittura di quasi tre volte) nel nostro paese, "anche se ancora molto ridotta rispetto ad altri paesi". Ogni mille abitanti, vi sono in Italia 17,5 cittadini stranieri, con punte massime di 27 nel nord-est e 25 nel nord-ovest. Il 37% degli stranieri vive nel Nord-ovest, il 29% nel nord-est. Meno significativa la presenza al sud e nelle isole: rispettivamente 8% e 3%. La popolazione straniera è costituita in prevalenza da uomini di età compresa fra i 15 e 44 anni.