Con sua nota del 6 agosto 2007, il Principe di Piemonte e di Venezia interviene sul comunicato stampa del Coordinamento Monarchico Italiano (CMI) del 4 agosto con un lungo documento, segno chiarissimo del fatto che prende sul serio le nostre osservazioni.
Tenta di minimizzare, ricorrendo purtroppo anche all’insulto (!), ma nella sostanza è evidente la sua preoccupazione di dare al suo impegno in politica un connotato imparziale che, a nostro parere, non corrisponde a verità ed è molto pericoloso per il futuro del suo ruolo dinastico e della Monarchia Costituzionale in Italia.
Il CMI si è sempre distinto per la fedeltà alla Dinastia (ricordiamo, ad esempio, le pronte ed efficaci difese, quasi le uniche all’epoca, del Capo di Casa Savoia, in occasione del tentativo di "golpe" dinastico di poco più di un anno fa) ed è proprio in virtù di questa fedeltà che non possiamo tacere quando certe iniziative rischiano di minare seriamente alla base uno degli elementi fondanti della Monarchia Costituzionale: l’imparzialità di un futuro Erede al Trono.
Se avessimo desiderato semplicemente criticare o attaccare qualcuno avremmo purtroppo avuto ben altri argomenti a disposizione. Altri l’hanno fatto, non noi.
Invece di polemizzare punto per punto (preferiamo non perdere tempo), andiamo subito al nocciolo della questione: se il CMI, sin dalla sua fondazione, stigmatizza certi comportamenti è perché glien’è stato dato motivo.
Ecco alcuni esempi:
a - la sua evidente vicinanza (anche pubblica e televisiva) alla Democrazia Cristiana di Rotondi nel corso della campagna elettorale per le ultime elezioni politiche, segno evidente di una mancanza d’imparzialità . Ne parlò anche nell’intervista rilasciata al Gazzettino l’8 Aprile 2006, nella quale, purtroppo, confuse il diritto-dovere di voto (segreto) con la propaganda partitica:
“Forza Italia - ha detto Emanuele Filiberto - è molto lontana dalle mie idee. Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini mi sembra un politico serio e affidabile, più vicino alle mie idee”. Super partes? “Non vedo il perché. Sono cittadino italiano - spiega Emanuele Filiberto a margine della conclusione della campagna elettorale della nuova Dc di Gianfranco Rotondi svoltasi ad Avellino - e come tale ho il dovere oltre che il diritto di scegliere il governo del mio paese”. Emanuele Filiberto che ieri pomeriggio ha visitato il capoluogo irpino e incontrato alcuni amici dei Savoia, tra cui l’ex parlamentare monarchico Emilio D'Amore, non ha escluso un suo impegno politico più diretto. “Per il momento sono in panchina e ho scelto la Dc per l’amicizia che mi lega a Gianfranco Rotondi e perché questo partito rappresenta valori ai quali sono fortemente legato”.
b - la costituzione della Convenzione Nazionale Monarchica (CNM), voluta proprio dal Principe, caratterizzata da un ingombrante (anche se per ora inconcludente) progetto politico;
c - l’intervista rilasciata a “Diva e Donna” nell’aprile scorso, nella quale egli affermava «Io non ho vissuto la monarchia, dunque non potrei sentirmi monarchico». «Non so che cos'è veramente la monarchia. Posso vedere il valore aggiunto che può avere una monarchia, un'istituzione al di sopra delle parti, ma non l’ho vissuta. Io voglio fare la mia strada in questa Italia, io rispetto la Repubblica, e rispetto la nostra Costituzione. Se mi renderò conto che la politica può essere un valore aggiunto, scenderò in politica».
d - l’intervista rilasciata a “Il Circolo” del 12 maggio u.s., nella quale, rispondendo alla domanda “Ha mai pensato di schierarsi apertamente a sostegno di qualcuno?” risponde «Se intravedessi nel progetto di uno schieramento tematiche che coincidono con i miei ideali potrei sostenerlo. In questo momento credo ci sia la necessità di un vero cambiamento, quasi una rivoluzione positiva. Purtroppo, tra le attuali forze politiche, non mi pare vi sia nessuno in grado di poter dar vita a questa nuova era per l’Italia».
e - l’intervista rilasciata a "Libero" il 1 giugno 2007, nella quale il Principe afferma: "Sto pensando di trasformare il mio movimento "Valori e Futuro" in partito politico"; grosso modo nello stesso periodo, Valori e Futuro veniva scissa in associazione e movimento...;
Potremmo continuare, ma preferiamo ricordare che la strategia partitica che ci preoccupa era già chiara, più di un anno fa, anche ad uno dei sodalizi di punta dell’attuale CNM: il Movimento Monarchico Italiano, che nel febbraio 2006 diffuse il seguente comunicato stampa:
QUESTA LA EMAIL INVIATA INTEGRALE
From: segreteriammi@libero.it
To: segreteriammi@libero.it
Sent: Wednesday, February 22, 2006 10:00 AM
Comunicato Stampa
“Valori e Futuro non può più essere considerata una associazione culturale, è diventata lo strumento politico del principe Emanuele Filiberto".
Queste le parole del segretario nazionale Mmi Alberto Claut dopo le dichiarazioni pubbliche sull’accordo politico con il "Bignami" della DC di Rotondi, sempre più in lotta legale con quella di Sandri. Le notizie giunte ieri da Roma sulle "candidature" indicate ed accettate con la "benedizione" del leader della Casa delle Libertà confermano la nascita di un nuovo movimento alternativo all’Mmi, all’Umi, ad A.M. che si è dichiarato "a-monarchico" al cui vertice c’è un Principe Ereditario (!).
"Ne prendiamo atto e agiremo di conseguenza fedeli alle nostre tradizioni nell’ottica politica che ci ha sempre distinti in questi vent'anni di attività ; ben venga la concorrenza se sarà di stimolo per il bene dei cittadini italiani. Certo è che proviamo davvero imbarazzo trovandoci nella situazione di rapportarci da pari a pari con chi meriterebbe, a giudizio dei monarchici, un chiaro ruolo super partes cui ora ha palesemente rinunciato". Il segretario Mmi conclude esprimendo ulteriori perplessità per la contiguità con rappresentanti locali di quella DC non nuovi a posizioni assai discutibili.
Mmi Ufficio Stampa”
Attualmente, il Segretario Nazionale del MMI (di allora e di oggi) è responsabile del progetto politico della CNM...
Quanto ad operare per il bene dell’Italia, ricordiamo che le parole servono a poco e che al CMI aderisce anche l’Associazione Internazionale Regina Elena (Airh), che, quasi priva di mezzi finanziari, anche solo nell’ambito delle attività svolte con l’appoggio logistico dei Contingenti militari di pace italiani all’estero elargisce in un solo anno aiuti concreti a chi ha davvero bisogno per un ammontare che gli Ordini Dinastici di Casa Savoia, purtroppo, non raggiungono neppure in svariati anni d'attività , nonostante i cospicui diritti d’ammissione nell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, le sottoscrizioni, i galà , le lotterie, le aste e le generose quote annuali richieste ed incassate da un’entità di diritto svizzero.
Ed infatti, fu proprio il Principe a vantare un'inesistente legame fra Casa Savoia e l’Airh, in un'intervista rilasciata al Gazzettino il 5 aprile u.s. (alla domanda “Qual è il rapporto fra il Friuli e le associazioni benefiche ispirate a Casa Savoia?” rispose: “In Friuli esiste un'importante realtà , l’Associazione Regina Elena, che opera da diversi anni con grande successo attraverso le collaborazioni molto strette e positive con il mondo militare e civile della Regione; per quanto ho potuto verificare di persona, i friulani sono persone dal cuore grande e sono un esempio a livello nazionale per il loro impegno in opere benefiche”), obbligando così il Delegato Airh agli aiuti umanitari ad intervenire in proposito, con una smentita.
Sul fatto poi che il CMI critichi "tutto e tutti", desidereremmo sapere chi sono questi "tutti": forse gli aderenti alla CNM? Saremmo ben lontani dai "tutti". Sembra però la risposta più probabile, perché il CMI ha espresso pareri contrari solo ad una parte dell’operato di alcuni dei sodalizi aderenti alla CNM, alla quale, del resto, non aderiscono tutte le più importanti realtà monarchiche italiane.
Quanto al "tutto", esprimendosi così si genera il dubbio che, talmente presi dall’attività politica, si tenda a dimenticare altri ambiti, come quello spirituale (non è un caso che la Dinastia conti 5 Venerabili e 5 Beati), quello culturale (base necessaria per un'esatta comprensione, da parte degli italiani, della vera natura e degli ideali della Monarchia Costituzionale) e quello benefico (da sempre attività privilegiata dalle migliori Case Reali, perché esempio evidente di un impegno umano a favore della propria gente meno fortunata).
Il Presidente di Valori e Futuro mette in dubbio (utilizzando fra virgolette la parola monarchici) la nostra natura: forse perché nella sua mente il vero monarchico è tale solo se disposto all’obbedienza pronta, cieca ed assoluta, come quelli ai quali egli stesso ordinò d’arrotolare il Tricolore Sabaudo a Margherita di Savoia?
Così fosse, è meglio che cerchi i suoi sostenitori fra persone meno raziocinanti.
Concludiamo chiedendoci come il Principe riesca a conciliare molti dei contenuti di questo suo intervento con i messaggi inviati qualche giorno fa a dirigenti di associazioni aderenti al CMI per le manifestazioni (storico-dinastico-culturali) di Pedara (CT) e Napoli (cfr. Tricolore Agenzia Stampa n. 2041 del 6 agosto u.s.) e con le lettere d'elogio inviate a questo Coordinamento, che svolge da sempre lo stesso tipo d'attività , l’11 luglio 2006 (dicendo fra l’altro: “In questi momenti, in cui le difficoltà si acuiscono, in cui appare difficile poter trovare le risorse per combattere, si vede quali sono gli amici su cui poter fare affidamento. Grazie a tutti Voi membri del Coordinamento Monarchico Italiano, che con competenza e senza indugio avete prontamente preso le difese di Casa Savoia schierandoVi contro quest’atto illegittimo”) ed il 4 agosto 2006 .
Da sempre, al CMI non interessano dibattiti sterili o dichiarazioni vuote, ma solo fatti tangibili.
Una volta si diceva "parola di Re"...
Eugenio Armando Dondero
Portavoce Coordinamento Monarchico Italiano
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