Il pellegrinaggio dell’Unione degli Istriani alla foiba di Roditti e a Capodistria presso la casa che era stata sede dell’OZNA, ha avuto momenti da guerra fredda, altro che Europa Unita. Entrati in Slovenia dal confine aperto, a Erpelle (prima di prendere la strada per Roditti) il nostro pullman è stato bloccato dalla Polizia Slovena (informata sicuramente da spie da Trieste) che ci impediva di proseguire.
Alla nostra decisione di proseguire lo stesso, ci è stata comminata una multa di 312 Euro. Abbiamo proseguito a nostro rischio raggiungendo Roditti. La zona della foiba è stata volutamente recintata da qualche giorno, per cui ci è stato impedito di raggiungerla. Abbiamo però deposto la corona di alloro in una grotta (vecchia miniera abbandonata) che nel maggio 1945 è stata per qualche giorno la prigione dei finanzieri e carabinieri di Trieste, prima di essere infoibati. A Capodistria la storia si è ripetuta. Lasciata la porta della Muda abbiamo raggiunto a piedi il piazzale Biagio Giuliani dove davanti a casa Derin (usata dopo il 1945 come sede della Polizia Segreta OZNA) abbiamo deposto la seconda corona. Al rientro presso il pullman nuova multa di 312 Euro (sempre coma la prima, per manifestazione non autorizzata).
Un silenzioso pellegrinaggio trasformato con arroganza- da gente che non è cambiata. Sessanta istriani per lo più anziani nuovamente umiliati. Abbiamo fatto colletta e all’atto del pagamento ho visto il poliziotto abbassare un po’ gli occhi penso per la vergogna. Ho capito che eseguiva ordini che riceveva continuamente al telefono. Domani a Trieste ci sarà una conferenza stampa di Massimiliano Lacota (è stato magnifico nel spiegare nella loro lingua il paradosso della situazione). Spesso ho sentito la parola “Europa” per evidenziare la loro indegnità a farne parte. Il telefono del Consolato Generale d'Italia di Capodistra non rispondeva. Una vergogna che non deve passare sotto silenzio. Un giorno del ricordo da ricordare !! Ricordate anche voi e riflettete. (da: “Vivamafarka”)
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