Troppo sesso sul web per gli adolescenti

l’assessore Landi di Chiavenna: "Serve una riflessione per un maggiore controllo degli abusi: dalla pedopornografia alla violazione della privacy". Tra i fenomeni connessi l’aumento delle malattie a trasmissione sessuale tra i teen-ager

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Milano – "Questa è la punta delliceberg di un fenomeno che allestero è già da tempo oggetto di studio”. Così lassessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, tornando sullargomento della microprostituzione nelle scuole e lo scambio di immagini e video che ritraggono scene di sesso fra i giovanissimi.

"Stiamo lavorando per creare le condizioni affinché luso di Internet o di dispositivi tecnologici sia più controllato e contro un generale decadimento di valori. Ma non solo – aggiunge – lottiamo contro un aumento significativo di alcune malattie a trasmissione sessuale, come la mononucleosi e lepatite B”.

Al centro dellintervento di Landi di Chiavenna è la crescente diffusione del fenomeno denominato "sexting”, neologismo nato dalla fusione di "sex” e "texting”. Autoscatti a sfondo sessuale che i teenager inviano ad amici o fidanzati e che, talvolta, possono attirare le attenzioni di persone senza scrupoli. Un fenomeno, questo, sotto i riflettori negli Stati Uniti e in Australia, ma che, anche in Gran Bretagna, si sta affermando in modo pericoloso. A lanciare lallarme oltremanica è il Child Exploitation and Online Protection Centre (Ceop) ritienendo che i genitori possano contribuire a limitare questa pericolosa moda parlando ai propri figli, illustrando tutti i pericoli che possono derivare dalla diffusione di immagini personali.

Una recentissima indagine inglese su un campione di 2.000 giovani, pubblicata dall’associazione Beatbullying, evidenzia come oltre un terzo, ossia il 38%, dei ragazzi inglesi fra gli 11 e i 18 anni (equamente divisi tra maschi e femmine) hanno ricevuto almeno un messaggio o una e-mail a contenuto sessualmente esplicito, e che il 70% di loro conosce la persona che l’ha mandato.

Sempre secondo la ricerca inglese, il 45% dei messaggi circola in modalità "peer to peer” (tra i ragazzi stessi), il 23% tra partner e solo il 2% giunge da adulti estranei.
Di quel 25% che riceve unimmagine sessualmente offensiva, il 55% viaggia via telefonino, il 29% via chat.

"Questi dati – ha concluso lassessore Landi - mi spingono ad aprire anche a Milano questo fronte di attenzione. Lontana da me lidea di sminuire limportanza e lutilità dei sistemi informatici, ma questi vanno governati quando diventano non mezzi di comunicazione e socialità intelligente ma di abuso. I giovani vanno guidati verso uneducazione sessuale matura e responsabile, protetta quando è fisica e filtrata quando è virtuale”.