SHANGHAI: Continua la crescita del surplus commerciale con l’estero. In agosto il surplus della bilancia commerciale cinese con l’estero ha toccato una cifra record di 18,8 Miliardi di dollari, portando il surplus commerciale dei primi 8 mesi ad un attivo di 95,7 Miliardi di dollari, su un interscambio import-export di 1.105 Miliardi di dollari da inizio anno: un aumento del 25% rispetto all’agosto 2005.
Il recente Rapporto Internazionale della Banca Mondiale rivela che la CINA migliora anche sotto il profilo della facilità di “Fare Impresa” (sono stati considerati indicatori quali tempo e costi di avviamento, protezione degli investitori, pratiche per il commercio estero, ecc), guadagnando 15 posizioni e si collocandosi in 93sima posizione.
Il Governo cinese conta anche sugli investimenti diretti per continuare a crescere.
“Il Governo cinese si trova oggi nella situazione di potersi permettere un’operazione di picking up sugli investimenti diretti stranieri: la strategia è quella di favorire investimenti esteri sulle attività di R&S, nei settore high-tech e manifatturiero avanzato, sull’energia e l’ambiente, puntando su un’ulteriore accelerazione degli investimenti esteri; dopo tutto, la CINA ha attirato investimenti per 47 dollari pro-capita (Y 2004), molto inferiore ai 534 dollari pro-capita dei paesi maggiormente sviluppati, o 107 dollari della media mondiale. E’ chiaro che il valore assoluto, invece, è molto elevato” commenta Ermanno Delia ( www.assolaw.com ).
Le società cinesi controllate da società straniere impiegano oggi 25 milioni di addetti e determinano oltre il 20% delle entrate del Fisco cinese.
Ma la CINA non si accontenta. Per incrementare ulteriormente la competitività del Sistema Paese CINA, il Governo ha deciso di muoversi su 3 fronti: investimenti in R&S (dimensione strategica), Tecnologia e Talento. “La CINA ha previsto (Programma Strategico Quinquennale 2006- 2010) di portare la spesa pubblica per R&S al 2,5% del PIL. Si tratta una cifra che nel 2010 rappresenterà un valore pari a 75 miliardi di dollari (l’Italia oggi investe circa 16 miliardi di dollari in R&S pubblica). Il Governo ha lanciato, inoltre, a partire dalla seconda metà di agosto una campagna acquisti per attirare ricercatori e scienziati non solo cinesi, con interventi e presentazioni dei Programmi di Ricerca cinesi (high-tech, ingegneria genetica, biotecnologie) presso le principali Università americane” conclude E. Delia.
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