NEW YORK. Cronaca di un fallimento annunciato. Era nell’aria e ieri la notizia del più grande dissesto finanziario della storia americana è arrivata. La Worldcom, il colosso telefonico statunitense ha richiesto l’ Amministrazione controllata, schiacciato sotto il peso di debiti per un ammontare pari a oltre 30 miliardi di dollari, e di uno clamoroso scandalo contabile-finanziario con al centro 3,85 miliardi di dollari in spese extra «truccate» da investimenti a lungo termine.
Si tratta del più ingente caso d'insolvenza nella storia economica americana. La relativa dichiarazione presentata alla magistratura fa esplicito riferimento alle norme federali Usa che, in materia di procedure concorsuali, contemplano una profonda riorganizzazione d'ufficio dell’assetto societario. La richiesta di amministrazione controllata non si estende per ora alle attività internazionali.
In particolare la società ha chiesto di essere posta sotto la protezione del capitolo 11 della legge sui fallimenti, l’unica via per Worldcom di tutelare clienti, dipendenti, contratti con la pubblica amministrazione e tornare in pista più forte di prima. La protezione del capitolo 11 darà a Worldcom la possibilità di attuare un piano di ristrutturazione nei prossimi 12 mesi al riparo dai creditori.
Lo ha detto nel corso di un incontro con la stampa, John Sidgmore, numero uno di Worldcom. «Sono rammaricato - ha spiegato alla stampa - della posizione in cui ci troviamo, ma la sola via per garantite un futuro a Worldcom, ai dipendenti, ai milioni di clienti e ai contratti con l’amministrazione pubblica era ricorrere al Capitolo 11. Con questa azione - ha aggiunto - li possiamo tutelare: solo con il Capitolo 11 potremo continuare a garantire servizi alla clientela e tenere la forza lavoro e rassicurare i creditori. Dopo il Capitolo 11 - ha precisato Sidgmore - avremo i migliori asset, i migliori dipendenti e saremo ancora più competitivi».
La pratica di amministrazione controllata di WorldCom è stata affidata ad Arthur Gonzales, lo stesso giudice che si sta occupando di un'altra società diventata sinonimo di irregolarità contabili, Enron.
Gonzales si trova così a dover gestire contemporaneamente i due più grandi casi di bancarotta della storia americana. Lo riporta l’agenzia Dow Jones. Nel presentare la richiesta di amministrazione controllata - affidandosi al Chapter 11 - WorldCom ha indicato anche 9 sue controllate.
Dopo aver presentato richiesta di beneficiare delle procedure del Chapter 11, WorldCom registra una positiva reazione in Borsa. Al Nasdaq, dove il titolo è quotato, le azioni WorldCom sono infatti scambiate adesso a 15 cents, con un rialzo del 66,67% rispetto alla chiusura di venerdì scorso, a 9 cents.
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